La gabbia… La gabbia… Ma che dico Kafka con l’imperscrutabilità del Signore del Castello? Kafka si sveglia scarafaggio e la gabbia allora sarebbe anche un lusso… Ma la gabbia è da secoli tangibile. O più semplicemente e vicino a noi il film Fargo (1996), da cui poi la famosa serie tv, dei Fratelli Cohen dove il povero individuo (il protagonista) si ritrova intrappolato in un’america liberale, schiacciato tra tutti i poteri meno il suo (svuotato): i poteri economici della generazione precedente (il suocero). Ma ce ne anche per la donna, inebetita, accusata di ricattare l’uomo con la gravidanza e portata via da rapitori assoldati dalLeggi altro →

If the songs of Bob Dylan were read as a long epic novel like the Iliad, there is a translation worthy of the name, and in fact in Italy there is, divided the study of Alessandro Carrera in three volumes: ’69 – ‘ 82, ’61 -’68, ’83 -2012, described to Dylan’s career: Here all the others: https://amzn.to/2PjAPcM But it is Dylan himself, who received the 2016 Nobel Prize, to have mentioned the Odyssey, Moby Dick and Shakepseare in his training books. With the Homeric poems he shares the fact of being written to be sung in itinerant form in several nearby cities (in ancient Greece)Leggi altro →

Se le canzoni di Bob Dylan andassero lette come un lungo romanzo epico come l’Iliade c’è ne sarebbe una traduzione degna di questo nome, e infatti in Italia c’è, diviso dallo studioso Alessandro Carrera in tre volumi: ’69-’82, ’61-’68, ’83-2012, corrispondenti agli anni di carriera di Dylan: Ma è lo stesso Dylan, insignito del premio Nobel 2016, ad aver citato l’Odissea, Moby Dick e Shakepseare nei libri della sua formazione. Con i poemi omerici condivide il fatto di essere scritto per essere cantato in forma itinerante in diverse città vicine (nella Grecia antica) o lontane (nei tour mondiali di Dylan nella grandezza ormai globalizzata diLeggi altro →

Cursed poets like Dino Campana we mentioned, Bukowski overseas-naturalized in the United States, the French from Baudelaire to Rimbault. Now we have to extend to the writers and to the cursed ones in general or, as Colin Wilson would say, the Outsiders (here you can see the book on Amazon). For Colin Wilson, in fact, literature is studded with outsiders and is reduced to a personal matter of individual writers. Then Dostoevsky epileptic for the Brothers Karamazov. Dino Campina schizophrenic for the Orphic Songs (Umberto Saba was right about this, he said: “Dino Campana is not a poet, he is just a fool”). Gadda depressedLeggi altro →

Che siate qui per la serie Fargo (al momento disponibile in blu ray su Amazon o su Netflix giappone cambiando il Dsn di Netflix con apposita applicazione) o per il film del 1996 sono comunque entrambi dovuti alla geniale coppia dei fratelli Cohen, i registi del Grande Lebowski (1998), il personaggio che ha generato la filosofia del drughismo, qui il suo vangelo. I prodotti sono molto diversi anche se entrambi ‘da una storia vera’ (così viene detto) e ambientati nella cittadina di Duluth. Un dramma incalzante e coinvolgente perché presenta subito in entrambi i casi (serie e film) il conflitto uomo-donna. Una donna incinta cheLeggi altro →

Orson Welles, conosciuto per Quarto Potere e La Guerra dei Mondi è stato il primo regista a usare la profondità di campo come uno stile. Abbiamo già detto che la profondità di campo nel cinema corrisponde allo scavo psicologico dei romanzieri, rifacendosi al saggio di Gille Deleuze Immagine-tempo. Welles, di mestiere drammaturgo a New York e illusionista come Melies approda nella nascente Hollywood con Quarto Potere (Citizien Kane), il cui protagonista è l’ascesa di un giornalista, raccontata da più testimoni-punti di vista come in Mentre morivo di Faulkner. Questo porta all’ordine del giorno il dibattito sulla nascente potenza della stampa (e quindi anche del cinema!)Leggi altro →

Poeti maledetti come Dino Campana li abbiamo citati, Bukowski oltreoceano naturalizzato statunitense, i francesi da Baudelaire a Rimbault. Ora dobbiamo estendere ai prosatori e ai maledetti in genere o, come direbbe Colin Wilson, gli Outsider (qui puoi vedere il libro su Amazon). Per Colin Wilson infatti la letteratura è costellata da outsiders e viene ridotta ad una faccenda personale dei singoli scrittori. Quindi Dostoevskij epilettico per I Fratelli Karamazov. Dino Campana schizofrenico per i Canti Orfici (su questo gli dava ragione anche Umberto Saba che diceva: ”Dino Campana non è un poeta, è solo un pazzo”). Gadda depresso nel Pasticciaccio. Sembra trascurare il valore diLeggi altro →

Kubrick, already reader of Nietzsche, ‘discovers’ that man sometimes also wants evil and war is made up of murderers, this seems to lead to a judgment on man: but he denies himself with Clockwork Orange, where freedom is the important element: a wicked bandit is re-educated by the State and at that point he becomes unable to live because he no longer has the capacity to choose between good and evil.Leggi altro →

Kubrick, già lettore di Nietzsche, ‘scopre’ che l’uomo a volte vuole anche il male e la guerra è fatta di assassini, questo sembra portare ad un giudizio sull’uomo: ma si smentisce con Arancia Meccanica, dove la libertà è l’elemento importante: un bandito scellerato viene rieducato dallo Stato e a quel punto diventa inabile a vivere perché non ha più capacità di scelta tra bene e male.Leggi altro →

Django un film di Quentin Tarantino con molte curiosità segna il ritorno al western nel suo sesto film, nel cast l’italiano Franco Nero. Franco Nero, infatti parla in italiano anche nell’audio originale del film per aizzare due combattenti neri che si stanno massacrando, solo l’inizio di un film multiculturale. A completare il quadro musiche classiche e meno classiche di Tarantino: i classici Ennio Morricone e Jim Croce, ma anche la sorpresa del rapper 2pac. Il film tratta il tema dello schiavismo e, contiene anche un cameo in cui recita, lo stesso regista Quentin Tarantino. Un film su differenti culture, etnie e sulla cultura dello schiavismo. Dall’altro lato il nero Django rappresenta la parte più istintiva e il tedesco Shultz quella più magniloquente e strategica della coppia. Questo aumenta lo spessore del discorso di Tarantino sulle diversità etniche e culturali.Leggi altro →

Orson Welles, known for Citizien Kane and War of the Worlds, was the first director to use depth of field as a style. We have already said that the depth of field in cinema corresponds to the psychological excavation of novelists, referring to the essay by Gille Deleuze Image-time. Welles, by profession dramatist in New York and illusionist like George Melies, arrives in the nascent Hollywood with Citizien Kane, whose protagonist is the rise of a journalist, told by several witnesses-points of view as in As I lay dying by Faulkner. This brings to the agenda the debate on the rising power of the pressLeggi altro →