Nostra signora dei Turchi: che Archetipo immaginava Carmelo Bene? Carmelo Bene e il soggiacente mito polare. Carmelo Bene e il Re del mondo di René Guénon.
Iperborei, indoeuropei, età dell’oro ipotesi accademiche (linguistiche) e cosa non hanno trovato.Leggi altro →

Questo intende René Guénon quando dice “sincretismo” non una mescolanza indifferenziata all’Occidentale (vedi “Oriente e Occidente” di G.): l’importanza della tradizionalità di una via iniziatica per essere valida, cioè che deve essere trasmessa ab origine e per una linea di discendenza legata ad un territorio. Con “sincretismo” indica che il “non-umano” alla base di tutte le scienze tradizionali ha il principio ordinatore comune; le loro espressioni contingenti sono adattate a quella razza, civiltà o cultura particolare, quindi accidentali. In questo modo un’eventuale via iniziatica di Carmelo Bene probabilmente non sarebbe con tutti i crismi “tradizionale”, ma ne parleremo più avanti. Intanto si può fare pocoLeggi altro →

foto sulla mia scrivania di libri tra cui Contro il cinema, minimum fax, 2017, di Carmelo Bene

Link: https://amzn.to/2T9QsW1Video: https://youtu.be/F_osbpsI9LY Diceva: “In pittura esiste l’astrattismo di Kandinskji, un cinema astratto non se lo è ancora pensato nessuno”. Di solito gli artisti subiscono il fascino di questi movimenti epocali e, se il filosofo le fa sue, l’artista le personifica e ne rende ancor più vitalisticamente le lacerazioni: fu il caso dello, scambiato per polemico, Carmelo Bene, nella sua iconoclastia in cui il cinema doveva essere come un’opera astratta che evocasse più che rappresentare, idee o concetti nello spettatore, come Gille Deleuze teorizzava in L’immagine movimento. Ma sopratutto i due non si conoscevano e Bene queste teorie le metteva nella pratica nei suoi filmLeggi altro →

Video: https://youtu.be/mwMKhN_eMtI Link: https://amzn.to/2ST6hAr Cos’è quella sottile linea che unisce Osvaldo Soriano e Oreste del Buono e Luciano De Crescenzo, forse un’epoca, una filosofia di vita, una cultura? Il giornalismo di una volta, intriso di filosofia, la letteratura d’altra parte scherzosa era seria; oggi la letteratura seria fa ridere e quella che fa ridere mette tristezza? De Crescenzo ridendo e scherzando ha scritto la storia della filosofia di tutto l’arco umano dai greci ad oggi (le sue Storie della filosofia e Socrate e compagnia bella metà saggi e romanzi-lettere personali). Di certo un genere, come quello pulp, da film retrò in bianco e nero nasceLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2Vi4INR Video: https://youtu.be/v3Au-uO-67c Il fenomeno Carmelo Bene si arrichisce quasi ogni mese ed esponenzialmente in popolarità. Se youtubers con centinaia di migliaia di iscritti si accapigiano e si dissano sul significato di questa o quella frase delche Maestro, si può ben dire che abbiamo un “fenomeno”. (Bene stesso disse:”O muori giovane o diventi un maestro”, lui non andava dietro all’umiltà) La pagina Facebook “Centro studi Carmelo Bene” o le più facete “Carmelo Bene e Bolsonaro” stanno lì per informare che Bene (come lui stesso aveva detto) non era un semplice teatrante, ma si trovava in vita accidentalmente nel teatro solo per esprimere un’arte, un’Leggi altro →

E’ la storia di uno sbirro morto che attraverso “metafisici” paesaggi notturni (in realtà abbastanza già visti al cinema, niente di “visionariamente originale”) indaga sul perché i bambini della città dei morti hanno iniziato a cantare. Non scoprirà mai il vero motivo, ma quello che conta è il viaggio. Una prima origine del canto dei bambini è che piangono e accolgono la morte dei bambini che passano dalla città dei vivi e arrivano nella loro città dei morti. Le spiegazioni non si spingono oltre questi termini. Nel complesso il libro è di facile lettura e stimola qualche riflessione profonda qua e là anche se èLeggi altro →

Mai visto un libro più variegato, monotono, originale, banale, di valore, insignificante. Un libro che ha scatenato in me contraddizioni. L’esordio di un grande scrittore, come viene definito. Ma chi lo ha definito come tale?Antonio Moresco per molto tempo non ha ricevuto proposte di pubblicazione ma rifiuti (lo scrittore stesso parlava dei meccanismi editoriali in un suo altro libro Lettere a Nessuno). Questo romanzo ha una trama relativamente semplice e che decolla dopo le prime 150 pagine, al capitolo dell’ “Incendio”. Da quel punto il libro continua ad essere molto particolareggiato, ma avvince per le sue tematiche e i suoi continui cambiamenti. La trama èLeggi altro →

Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole. Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentatiLeggi altro →

“Ahora, cuando hablamos de una autobiografía sintética, que basada en su no ser, en el abandono, en la falta, no puede dejarse arrastrar por el imaginario de esta misma realidad, significa que Otranto fue visitada por una historia que , incluida la masacre de los turcos, fue y sigue siendo el culto (cultura) de todas las otras historias que derrocó ese evento histórico “. Así comienza Carmelo Bene ha narrado su vida. Quizás el único antiestructuralista italiano con el que me encontré. Un encuentro literario como el suyo con Camus (“el primer encuentro decisivo en mi vida. Albert Camus. Venecia. Teatro La Fenice. Exterior-day. UnaLeggi altro →

Due citazioni incredibilmente simili: una dell’italiano (forse l’unico antistrutturalista) Carmelo Bene nella sua autobiografia, l’altra del suo maestro, ma più famoso: Joyce nell’Ulisse. “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise. Otranto. Culla delle storie estromesse. Lutto oltremare.” “Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio CesareLeggi altro →

Cursed poets like Dino Campana we mentioned, Bukowski overseas-naturalized in the United States, the French from Baudelaire to Rimbault. Now we have to extend to the writers and to the cursed ones in general or, as Colin Wilson would say, the Outsiders (here you can see the book on Amazon). For Colin Wilson, in fact, literature is studded with outsiders and is reduced to a personal matter of individual writers. Then Dostoevsky epileptic for the Brothers Karamazov. Dino Campina schizophrenic for the Orphic Songs (Umberto Saba was right about this, he said: “Dino Campana is not a poet, he is just a fool”). Gadda depressedLeggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →

Entrambi per esprimere il concetto di esaurimento delle forme del ‘900 e successiva necessità di rivoluzionarle, esordendo nuovamente (Moresco con Gli Esordi) o addirittura superando qualsiasi forma (Carmelo Bene con Nostra signora dei Turchi) usano il concetto e il termine di ‘esplosione’. ‘Dante ha un debito, confessato del resto, nei confronti di Arnaut Daniel che rimane tuttora il mio poeta-trovatore preferito, nonostante i noiosi gli rinfaccino certa “meccanicità” nei “richiami” da una stanza all’altra, la sua strofa provenzale quanto mai matematica che sconfina nel “virtuosismo” (e non si dovrebbe comunque trascurare che i versi trobadorici si cantavano con accompagnamento di liuti ecc.). Ma il suoLeggi altro →

Abbiamo già parlato della politica di scrittori, anche viventi e attivi (come Antonio Moresco), ma abbiamo sempre voluto sottolineare che questo blog (cioè io) non siamo politicamente schierati da una parte o dall’altra dello schieramento politico attuale perché io stesso non lo sono, e non avendo le idee chiare non mi sembra giusto prendere una parte politica. Questo non ci impedisce di rivendicare l’importanza della cultura, della creatività, base dello sviluppo umano, e del discorso logico-razionale che da’ rilievo alle ‘deduzioni’ e non alle ‘induzioni’ (se un immigrato compie questo reato, tutti i problemi legati a quell’ambito sono causati dall’immigrazione e quindi per risolverli bisognaLeggi altro →

La letteratura giovanile (scritta da giovani) o per ragazzi (scritta per giovani) è spesso sinonimo di qualità, o nel caso di artisti scomparsi prematuramente che hanno lasciato grandi capolavori come il maledetto scrittore e trombettista jazz francese Boris Vian con La schiuma dei giorni; il narratore francese Jean Concteau con I ragazzi terribili, che scrisse dopo aver pianto per la scomparsa del giovane amico Raimond Radiguet (anche lui autore di un capolavoro sulla prima guerra mondiale: Il diavolo in corpo), o il classico Giovane Holden di Salinger. Tutti hanno raccontato una verità parziale della vita a volte, dovuta alla giovane età, non sono romanzi completi,Leggi altro →

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata). Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto. Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’èLeggi altro →

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie. Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da luiLeggi altro →

Si può scrivere solo della propria esperienza di lettura di uno scrittore come se fosse vivo. Secondo Antonio Moresco (autore della trilogia gli Esordi, i Canti del Caos, gli Increati) l’unico modo sarebbe dialogare nel presente da pari a pari, l’unico modo cioè per capire o criticare la letteratura. Così spiega nei suoi Scritti Insurrezionali. Una posizione originale, ma sorgono a questo punto delle domande. Qui i suoi scritti migliori da Amazon: https://amzn.to/2rajWYq. È la stessa teoria del lettore/spettatore estetico che auspicava Carmelo Bene, e prima di lui Nietzsche? Quasi. Entrambi (Carmelo Bene e Antonio Moresco) hanno avuto problemi con i critici e lo stato:Leggi altro →

Chi sono i Turchi non si sa, ma in questo romanzo onirico e nevrastenico accade davvero di tutto. Un moderno Charlot, il protagonista, esteta ma continuamente infortunato, nel paesaggio decadente tra Otranto e Santa Cesarea. Sta in casa ad immaginare, coglie rose, si contraddice, vede apparire delle Sante, ma prodigarsi per loro non serve a niente, lo porta solo a ferirsi. La sua storia è legata a quella dell’imponente Palazzo Moresco, barocco come il linguaggio del protagonista. Il protagonista non si accontenta di tre donne, che gli fanno solo freddo e incapacità di provare piacere: una serva, Flavia; una Santa, Margherita, una vicina di casaLeggi altro →

Dino Buzzati, poeta, narratore, scrittore per l’infanzia (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) è un poliedrico intellettuale milanese che scrisse molti racconti del genere fantastico come Il Colombre, il nome di un leggendario mostro marino centocchi. In realtà Buzzati fu anche un grande giornalista, un assiduo frequentatore di escort e un pittore. I Sessanta racconti, la sua raccolta più completa, nell’edizione Mondadori ritrae proprio un castello di sabbia che è un suo quadro. Il castello nel deserto però rimanda ad un altro suo scritto, un romanzo, il suo più famoso: Il deserto dei Tartari in cui, come in una riedizione di Aspettando Godot diLeggi altro →

Conosciuto come autore post-moderno è stato un professore univesitario e un critico letterario, sopratutto su Fernando Pessoa, il poeta e scrittore portoghese, personaggio che compare più o meno trasfigurato in quasi ogni suo romanzo a partire da Requiem. Qui Pessoa è un personaggio del libro, un fantasma, apparizione che dovrà materializzarsi a mezzogiorno (invece che a mezzanotte come i veri fantasmi), un inglese che parla in portoghese sempre un po’ indeciso e amante della cucina, come del resto Tabucchi stesso, e lo mostra in molti suoi romanzi. Oltre a Pessoa sono molti i personaggi dell’universo tabucchiano che ritornano scavalcando il singolo romanzo come si trattasseLeggi altro →

Ricordato per i suoi discussi film e per come conduceva la sua omosessualità è citato spesso più come personaggio umano che non come letterato. In realtà ebbe grandi meriti nella codifica del dialetto friulano (Stroligut. Quaderno romanzo). È spesso citato il mistero della sua morte rappresento in molti film, recentemente da Pasolini di Abel Ferrara (il regista maledetto che ha diretto anche Vincent Gallo in Fratelli), e accompagnato da polemiche circa il suo assasinio potenzialmente politico. Qui il nuovo film si Abel Ferrara con Willem Dafoe su Pasolini: https://amzn.to/2PLeCoq Pasolini, oltre che come intellettuale poeta romanziere, si era fatto strada nei nuovi media di massaLeggi altro →

Negli anni in cui George Eastman inventava il cinematografo nel 1885 due protagonisti discussi dell’epoca Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello davano alle stampe i loro capolavori (almeno così ritenuti molti decenni dopo). Il Piacere di D’Annunzio è del 1889 e Il fu Mattia Pascal del 1904. I due nacquero nello stesso decennio e D’annunzio morì due anni prima. Il fascismo non esiteva ancora e D’Annunzio aveva già immaginato un regno ideale di cui poteva essere sovrano, non democratico, ma retto dalla poesia e dall’amore per l’arte antica. Non si sbagliava di molto. Peró non poteva sapere di stare già coltivando un immiaginario di massa cheLeggi altro →

Umberto Eco è un abile traduttore (Dire quasi la stessa cosa), tutt’oggi consultato dagli studenti (Come si fa una tesi di laurea) era un un accademico scopritore della semiotica moderna (Trattato di semiotica generale) divenuto popolare nel mondo per Il nome della rosa, thriller fantastorico. Era anche autore e conduttore di trasmissioni televisive e radiofoniche, sia erudite che comiche (i libri, per es. i due Diari minimi). A mio parere i più interessanti:Qui Lector in Fabula: https://amzn.to/2PFJiHCQui Sulla Letteratura: https://amzn.to/2C2GHzoQui Baudolino: https://amzn.to/34kiroGQui La misteriosa fiamma della regina Loana (ed. luustrata): https://amzn.to/36uk0T4 Era un medievalista e erudito di tutta la storia e le lingue (latina eLeggi altro →

Il filone in Italia trova sbocco solo in Dino Campana, compositore dei Canti orfici, simbolico ma forse sopravvalutato maledettista italiano. Più recentemente in Alda Merini. Il fantastico da Dino Buzzati nei racconti e nel Deserto dei Tartari e da Italo Calvino almeno nelle Città invisibili e nella Trilogia degli antenati.Leggi altro →

“Now, when we talk about a synthetic autobiography, which based on its not-being, on abandonment, on lack, cannot but let itself be drawn by the imaginary of this same reality, it means that Otranto was visited by a story that, including the massacre of the Turks, was and continues to be the cult (culture) of all the other stories that that historical event ousted “. Thus begins Carmelo Bene has narrate his life. Perhaps the only Italian anti-structuralist that I happened to meet. A literary encounter like his with Camus (“the first decisive encounter in my life. Albert Camus. Venice. La Fenice Theater. Exterior-day. ALeggi altro →

la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

Link: https://amzn.to/2OZ07vVVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4 “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. UnLeggi altro →