Due citazioni incredibilmente simili: una dell’italiano (forse l’unico antistrutturalista) Carmelo Bene nella sua autobiografia, l’altra del suo maestro, ma più famoso: Joyce nell’Ulisse. “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise. Otranto. Culla delle storie estromesse. Lutto oltremare.” “Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio CesareLeggi altro →

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l’altro drammaturgo elisabettiano.Leggi altro →