Del lado de los pobres no por una estúpida compasión, sino por el gran engaño en el que vivimos Eduardo Galeano intenta reescribir y revisar una historia que ya no se encuentra en Las venas abiertas de América Latina, la de la imposición desde arriba de un ‘anti-tradición evidentemente ni apropiada ni deseada por el ser humano. Las historias se cuentan por la noche, porque en la noche lo sagrado es real, y quién sabe cómo contarlo sabe que el nombre es lo que el nombre nombra. (Ventana de la palabra (II)) Historia no oficial de América Latina: https://amzn.to/3dC3LWr Video de Galeano: https://youtu.be/0npmDIQcqtU“Nada cambiaría siLeggi altro →

Video: https://youtu.be/hQzJf6Vn16ALink libri: https://amzn.to/2VPcxu9 Continuiamo dopo il groviglio labirintico di Borges con gli argentini e le numerose strade che li hanno congiunti all’Italia come il giornalista Osvaldo Soriano e l’ormai culto per Roberto Bolano. E sì, anche questa volta ci sarà pane per arrivare a Pasolini, per cui Wilcock ha interpretato Caifa nel Vangelo. Ci sarà tempo per trovare punti di contatto con Carmelo Bene e indagare un carattere alquanto beniano e celiniano di questo personaggio. Argentino iconoclasta solitario, naturalizzato italiano. Amico di Borges, abbandona l’Argentina a metà degli anni ’50. Nel 1972 scrive “La sinagoga degli iconoclasti” (https://amzn.to/3d2LPEs) “Se non te ne vai subitoLeggi altro →

La storia è narrata da un invisibile (per gran parte del romanzo) ultimo capostipite della genìa Buendia.I segreti non si possono comunicare, non già perché non si vuole e perché sono segreti, ma anche perché sono proprio in quella parte incomunicabili. Lì dove falliscono a comunicarli molte filosofie, si avvicinano di più racconti e letteratura, oppure misticismo ed esoterismo.E’ il caso di Cent’anni di solitudine, che pur prendendo in giro l’esoterismo del protagonista Jose Arcano Buendia coi suoi alambicchi nello sperduto villaggio di Macondo, affonda una lancia alla scienza moderna, e spezza una lancia a favore del buon senso familiare (in questo un po’ bigotto)Leggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo Las palabras son símbolos, ¿cuál es su significado simbólico? Aleph es la primera letra del alfabeto hebreo y el título de la primera colección de cuentos de 1959 (el mismo año del comienzo del difunto Carmelo Bene) del argentino Jorge Luis Borges (he tratado mucho la literatura en portugués, pero en Solo español Osvaldo Soriano y Roberto Bolano). Además de Argentina, Futbol produce un Borges bíblico, un experto en cabalismo y sobre todo capaz de soñar con el inconsciente que Jung había rastreado anteriormente en su manual, escrito por sus estudiantes, el Hombre y sus símbolos. El propio Jung tuvo sueñosLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo Words are symbols, what is their symbolic meaning? Aleph is the first letter of the Hebrew alphabet and the title of the first collection of short stories of 1959 (the same year of the beginning of the late Carmelo Bene) of the Argentine Jorge Luis Borges (I have dealt a lot with the literature in Portuguese, but in Spanish only Osvaldo Soriano and Roberto Bolano). Apart from Argentina, Futbol churns out a biblical Borges, an expert on cabalism and above all capable of dreaming of the unconscious that Jung had previously traced in his manual, written by his students, Man andLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/mXKA1gnFdmc Le parole sono simboli, qual è il loro significato simbolico? Aleph è la prima lettera dell’alfabeto ebraico ed il titolo della prima raccolta di racconti del ’59 (stesso anno di esordio del fu Carmelo Bene) dell’argentino Jorge Luis Borges (io ho trattato molto la letteratura in lingua portoghese, ma in lingua spagnola solo Osvaldo Soriano e Roberto Bolano). Futbol a parte l’Argentina sforna un Borges biblista, esperto di cabala e sopratutto capace di sognare l’incoscio che Jung poco prima aveva tracciato nel suo manuale, scritto dai suoi allievi, L’uomo e i suoi simboli. Jung stesso faceva sogni molto strani e particolari,Leggi altro →

“Humor negro, acciones rápidas como el rayo, diálogos apretados y crepitantes, un estilo seco y rápido, como el de un heroico cómic Hemingway”, escribió Italo Calvino sobre la escritura del argentino Oliver Soriano. Descripciones surrealistas, visuales pero precisas, más realistas que el chileno Bolaño. No es casualidad que Soriano también fuera periodista. Ambientes perfectos, pero menos en moldes de yeso de libros realistas estadounidenses (estadounidenses). Es un buen compromiso entre una descripción histórica y sentimental. De hecho, el tema tratado en su novela Triste Solitario y final se presta bien a esto: la atmósfera de Hollywood de la década de 1960 por dos personajes, OllieLeggi altro →

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano. “Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste,Leggi altro →