La dottrina gnostica in Emil Cioran (1911-1995). Sembra un titolo strano perché lo gnosticismo è nato pressapoco nel 90 d.C. fautore dell’eresia catara con reati di sodomia e fellatio rampognati da Dante, ma Emil Cioran è nato nel 1911. Un enigma?Emile o Emil Cioran (rumeno, ma naturalizzato francese) scrisse solo la sua prima opera in lingua rumena Al culmine della disperazione (1934). Emil Cioran fu in realtà un militante nell’estrema destra rumena prima che poi, nel maggio ’68 fosse impugnato da tutti gli studenti manifestanti.Ma allora chi era questo Emil o Emile Cioran?Nessuno lo sa di lui rimane un nulla che suona come una dolceLeggi altro →

Link: https://amzn.to/38YETWL Video: https://youtu.be/uJf08x7YUo8 Un libro che probabilmente in ogni epoca lascerebbe uno squarcio dentro a qualcuno. Lo straniero di Albert Camus. Avevo già parlato della Peste nel mio blog precedente e parlerò del Caligola, opera teatrale a cui Camus diede gratuitamente i diritti a un giovane mai esordito Carmelo Bene, favorendone l’ascesa, quando nel ’59 ne aveva sospese le rappresentazioni in Italia. Un libro che mi ha favorito molte riflessioni, molte implicite nel racconto ben congegnato di Camus altre esplicite, ma espresse in non più di una riga da Camus che nello Straniero è sintetico e va dritto al punto.Ormai persino i meme raccontanoLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2Vi4INR Video: https://youtu.be/v3Au-uO-67c Il fenomeno Carmelo Bene si arrichisce quasi ogni mese ed esponenzialmente in popolarità. Se youtubers con centinaia di migliaia di iscritti si accapigiano e si dissano sul significato di questa o quella frase delche Maestro, si può ben dire che abbiamo un “fenomeno”. (Bene stesso disse:”O muori giovane o diventi un maestro”, lui non andava dietro all’umiltà) La pagina Facebook “Centro studi Carmelo Bene” o le più facete “Carmelo Bene e Bolsonaro” stanno lì per informare che Bene (come lui stesso aveva detto) non era un semplice teatrante, ma si trovava in vita accidentalmente nel teatro solo per esprimere un’arte, un’Leggi altro →

Mai visto un libro più variegato, monotono, originale, banale, di valore, insignificante. Un libro che ha scatenato in me contraddizioni. L’esordio di un grande scrittore, come viene definito. Ma chi lo ha definito come tale?Antonio Moresco per molto tempo non ha ricevuto proposte di pubblicazione ma rifiuti (lo scrittore stesso parlava dei meccanismi editoriali in un suo altro libro Lettere a Nessuno). Questo romanzo ha una trama relativamente semplice e che decolla dopo le prime 150 pagine, al capitolo dell’ “Incendio”. Da quel punto il libro continua ad essere molto particolareggiato, ma avvince per le sue tematiche e i suoi continui cambiamenti. La trama èLeggi altro →

Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole. Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentatiLeggi altro →

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano. “Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste,Leggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →

Entrambi per esprimere il concetto di esaurimento delle forme del ‘900 e successiva necessità di rivoluzionarle, esordendo nuovamente (Moresco con Gli Esordi) o addirittura superando qualsiasi forma (Carmelo Bene con Nostra signora dei Turchi) usano il concetto e il termine di ‘esplosione’. ‘Dante ha un debito, confessato del resto, nei confronti di Arnaut Daniel che rimane tuttora il mio poeta-trovatore preferito, nonostante i noiosi gli rinfaccino certa “meccanicità” nei “richiami” da una stanza all’altra, la sua strofa provenzale quanto mai matematica che sconfina nel “virtuosismo” (e non si dovrebbe comunque trascurare che i versi trobadorici si cantavano con accompagnamento di liuti ecc.). Ma il suoLeggi altro →

Abbiamo già parlato della politica di scrittori, anche viventi e attivi (come Antonio Moresco), ma abbiamo sempre voluto sottolineare che questo blog (cioè io) non siamo politicamente schierati da una parte o dall’altra dello schieramento politico attuale perché io stesso non lo sono, e non avendo le idee chiare non mi sembra giusto prendere una parte politica. Questo non ci impedisce di rivendicare l’importanza della cultura, della creatività, base dello sviluppo umano, e del discorso logico-razionale che da’ rilievo alle ‘deduzioni’ e non alle ‘induzioni’ (se un immigrato compie questo reato, tutti i problemi legati a quell’ambito sono causati dall’immigrazione e quindi per risolverli bisognaLeggi altro →

La letteratura giovanile (scritta da giovani) o per ragazzi (scritta per giovani) è spesso sinonimo di qualità, o nel caso di artisti scomparsi prematuramente che hanno lasciato grandi capolavori come il maledetto scrittore e trombettista jazz francese Boris Vian con La schiuma dei giorni; il narratore francese Jean Concteau con I ragazzi terribili, che scrisse dopo aver pianto per la scomparsa del giovane amico Raimond Radiguet (anche lui autore di un capolavoro sulla prima guerra mondiale: Il diavolo in corpo), o il classico Giovane Holden di Salinger. Tutti hanno raccontato una verità parziale della vita a volte, dovuta alla giovane età, non sono romanzi completi,Leggi altro →

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata). Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto. Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’èLeggi altro →

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie. Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da luiLeggi altro →

Si può scrivere solo della propria esperienza di lettura di uno scrittore come se fosse vivo. Secondo Antonio Moresco (autore della trilogia gli Esordi, i Canti del Caos, gli Increati) l’unico modo sarebbe dialogare nel presente da pari a pari, l’unico modo cioè per capire o criticare la letteratura. Così spiega nei suoi Scritti Insurrezionali. Una posizione originale, ma sorgono a questo punto delle domande. Qui i suoi scritti migliori da Amazon: https://amzn.to/2rajWYq. È la stessa teoria del lettore/spettatore estetico che auspicava Carmelo Bene, e prima di lui Nietzsche? Quasi. Entrambi (Carmelo Bene e Antonio Moresco) hanno avuto problemi con i critici e lo stato:Leggi altro →

Chi sono i Turchi non si sa, ma in questo romanzo onirico e nevrastenico accade davvero di tutto. Un moderno Charlot, il protagonista, esteta ma continuamente infortunato, nel paesaggio decadente tra Otranto e Santa Cesarea. Sta in casa ad immaginare, coglie rose, si contraddice, vede apparire delle Sante, ma prodigarsi per loro non serve a niente, lo porta solo a ferirsi. La sua storia è legata a quella dell’imponente Palazzo Moresco, barocco come il linguaggio del protagonista. Il protagonista non si accontenta di tre donne, che gli fanno solo freddo e incapacità di provare piacere: una serva, Flavia; una Santa, Margherita, una vicina di casaLeggi altro →

Il francese Charles Geroge Huysmans ribattezzatosi Joris- Karl Huysmans, in onore delle sue origini olandesi è un scrittore maledetto (ebbe un importante scambio con Mallarmè). Qui un suo famoso libro: https://amzn.to/33JSxuL Per indole era più poeta che romanziere. Seguace inizialmente del naturalismo di Zolà con romanzi come Mathe e le Sorelle Vatard, divenne col tempo un precursore del decadentismo. Il suo romanzo Controcorrente [qui il libro:https://amzn.to/33JSxuL] rivoluzionò le norme romanzesche vigenti inventando una trama kitch, fatta dalla fuga dalla realtà del suo personaggio Des Essenteis (citato anche da Carmelo Bene nel simile romanzo Nostra Signora dei Turchi). Questo romanzo ebbe notevole fortuna fino ai giorniLeggi altro →

Che siate qui per la serie Fargo (al momento disponibile in blu ray su Amazon o su Netflix giappone cambiando il Dsn di Netflix con apposita applicazione) o per il film del 1996 sono comunque entrambi dovuti alla geniale coppia dei fratelli Cohen, i registi del Grande Lebowski (1998), il personaggio che ha generato la filosofia del drughismo, qui il suo vangelo. I prodotti sono molto diversi anche se entrambi ‘da una storia vera’ (così viene detto) e ambientati nella cittadina di Duluth. Un dramma incalzante e coinvolgente perché presenta subito in entrambi i casi (serie e film) il conflitto uomo-donna. Una donna incinta cheLeggi altro →

Dino Buzzati, poeta, narratore, scrittore per l’infanzia (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) è un poliedrico intellettuale milanese che scrisse molti racconti del genere fantastico come Il Colombre, il nome di un leggendario mostro marino centocchi. In realtà Buzzati fu anche un grande giornalista, un assiduo frequentatore di escort e un pittore. I Sessanta racconti, la sua raccolta più completa, nell’edizione Mondadori ritrae proprio un castello di sabbia che è un suo quadro. Il castello nel deserto però rimanda ad un altro suo scritto, un romanzo, il suo più famoso: Il deserto dei Tartari in cui, come in una riedizione di Aspettando Godot diLeggi altro →

Uno degli autori ebraici che ha avuto più successo recentemente in Italia oltre a Singer e al particolare Etgar Keret è Mordecai Richler, autore di La versione di Barney. Questo brontolone Barney ha avuto una vita dissoluta e movimentata e ora si appresa a raccontare la sua versione perché un suo amico sta scrivendo un libro su di lui, e lui deve difendersi dalle accuse e ripristinare la verità. Il libro non è una trovata particolarmente originale, lo stile è credibile e si legge piacevolmente anche se, essendo Barney a narrare in prima persona, è abbastanza prevedibile e non ha variazioni di rilievo nelle oltreLeggi altro →

47 poesie facili ed una difficile, e quella difficile è davvero difficile, in compenso quelle facili paiono delle rime, canzonette popolari. Velimir Chlebnikov, conosciuto per essere il poeta più difficile del mondo perché inseriva segni matematici, numerologia pitagorica e lingue inventate nelle sue poesie; o almeno Paolo Nori, che l’ha tradotto lo definisce come uno dei poeti più geniali di sempre, ma forse non è così. Velimir Chlebnikov è stato un matematico e futurista russo precocemente scomparso che ricorda per certi versi il francese Boris Vian. Paolo Nori intitola un libro I Russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa, ma forse un po’ mattoLeggi altro →

Ricordato per i suoi discussi film e per come conduceva la sua omosessualità è citato spesso più come personaggio umano che non come letterato. In realtà ebbe grandi meriti nella codifica del dialetto friulano (Stroligut. Quaderno romanzo). È spesso citato il mistero della sua morte rappresento in molti film, recentemente da Pasolini di Abel Ferrara (il regista maledetto che ha diretto anche Vincent Gallo in Fratelli), e accompagnato da polemiche circa il suo assasinio potenzialmente politico. Qui il nuovo film si Abel Ferrara con Willem Dafoe su Pasolini: https://amzn.to/2PLeCoq Pasolini, oltre che come intellettuale poeta romanziere, si era fatto strada nei nuovi media di massaLeggi altro →

Kubrick, già lettore di Nietzsche, ‘scopre’ che l’uomo a volte vuole anche il male e la guerra è fatta di assassini, questo sembra portare ad un giudizio sull’uomo: ma si smentisce con Arancia Meccanica, dove la libertà è l’elemento importante: un bandito scellerato viene rieducato dallo Stato e a quel punto diventa inabile a vivere perché non ha più capacità di scelta tra bene e male.Leggi altro →

Da Macunaima è tratto l’omonimo film del Novo cinema portoghese diretto da Pedro de Andrade, che rende la babele linguistica dei dialetti e delle razze locali.
Lisbona viene dipinta anche da scrittori stranieri come luogo della saudade: da Antonio Tabucchi (italiano, studioso di Fernando Pessoa) e Pascal Mercier (svizzero) in Treno di notte per Lisbona, romanzo filosofico e melodrammatico da cui è stato tratto l’omonimo mediocre filmLeggi altro →

la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

Link: https://amzn.to/2OZ07vVVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4 “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. UnLeggi altro →