Gli studi tradizionali per me sono iniziati, in nuce, quando ho iniziato a fare glottologia all’università. Mi vengono in mente ora i bei tempi dell’ Einaudi (anche se non li ho vissuti), lì c’era una specie di coscienza e quindi di direzione culturale: Calvino, Prezzolini, Debenedetti, [Letterati Editori. L’industria culturale come progetto di Cadioli] mentre ora è abbastanza indifferenziato, ripeto, mi sembra che possono pubblicare da Dante al calciatore…Dal’altra parte, non perché si debba pubblicare roba elevata, ma con una radice tradizionale o almeno con una direzione “editoriale” (cioè roba postmoderna-antiumana per me vale quanto e forse peggio del calciatore, quelli cioè che dicono siamoLeggi altro →