Antonio Moresco con “il Grido” si sposta su tematiche green-ambientaliste che fanno pensare alla temuta Green New Deal americana, mentre il parlamento fa gangbang parlamentari con trasporto di manichini e i giornali parlano di… (un esempio è il mio in precedenza stimato Nazione Indiana). L’articolo non troppo esaltante di Nazione Indiana che oltre a dire cazzate parla a sproposito di Klossowski: https://www.nazioneindiana.com/2020/05/10/la-moneta-vivente-una-proposta-senza-troppa-modestia/ Volevo scrivere un commento a questo articolo, ma poi mi sono detto: a che pro? Ho fatto un video.Si sono trasformati da comunisti che già anacronisticamente erano (e comunque mai alla sovietica) in perfetti democristiani.Volevo scrivere che la vita è finita quindi ilLeggi altro →

Inland Empire. Impero interiore. Gli Esordi di Antonio Moresco sono secondo me l’esplorazione minuziosa delle possibilità interiori, dal monastero da cui il protagonista scappa nella prima parte, denominata Parte del silenzio, fino al lungo viaggio in macchina fino a Slandia, il protagonista in questo sorta di realismo magico, percorre uno spazio concreto, ma in realtà minuziosamente interiore. Quasi scientificamente ogni luce viene vista e poi deformata, ogni personaggio scappa e ritorna, le cose si muovono vorticosamente da destra a sinistra e poi al contrario, i personaggi fanno metamorfosi e cambiano nome. Non si tarda a pensare che sia in realtà un impero della mente. NonLeggi altro →

Video: https://youtu.be/4QmxDoN7540Libri: https://amzn.to/2ObyYWK Continuazione lettura degli Esordi, che avevo paragonato a Lynch.Dopo tesina della maturità sull’allora sconosciuto Moresco ho continuato a leggerlo solo in determinati momenti di crisi, perché Moresco è “crisi”, spaccatura, nel significato di gr. “crisis”, rivolgimento, dionisiaco, opposto ad apollineo, anche se, visti i tempi, ha sempre meno del tradizionale dionisiaco e da “crisis” diventa, nel Canto di D’Arco, sempre più verso il fumettone che ha poco da dire sia stilisticamente che nei contenuti. La sua cifra stilistica è il mantra-ripetizione infinita dello stesso ritmo con effetti appunto mantrici, stranianti e meditativi simili alla lingua del gramelot di Dario Fo, cioè quelloLeggi altro →

E’ la storia di uno sbirro morto che attraverso “metafisici” paesaggi notturni (in realtà abbastanza già visti al cinema, niente di “visionariamente originale”) indaga sul perché i bambini della città dei morti hanno iniziato a cantare. Non scoprirà mai il vero motivo, ma quello che conta è il viaggio. Una prima origine del canto dei bambini è che piangono e accolgono la morte dei bambini che passano dalla città dei vivi e arrivano nella loro città dei morti. Le spiegazioni non si spingono oltre questi termini. Nel complesso il libro è di facile lettura e stimola qualche riflessione profonda qua e là anche se èLeggi altro →

Mai visto un libro più variegato, monotono, originale, banale, di valore, insignificante. Un libro che ha scatenato in me contraddizioni. L’esordio di un grande scrittore, come viene definito. Ma chi lo ha definito come tale?Antonio Moresco per molto tempo non ha ricevuto proposte di pubblicazione ma rifiuti (lo scrittore stesso parlava dei meccanismi editoriali in un suo altro libro Lettere a Nessuno). Questo romanzo ha una trama relativamente semplice e che decolla dopo le prime 150 pagine, al capitolo dell’ “Incendio”. Da quel punto il libro continua ad essere molto particolareggiato, ma avvince per le sue tematiche e i suoi continui cambiamenti. La trama èLeggi altro →

Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →

Abbiamo già parlato della politica di scrittori, anche viventi e attivi (come Antonio Moresco), ma abbiamo sempre voluto sottolineare che questo blog (cioè io) non siamo politicamente schierati da una parte o dall’altra dello schieramento politico attuale perché io stesso non lo sono, e non avendo le idee chiare non mi sembra giusto prendere una parte politica. Questo non ci impedisce di rivendicare l’importanza della cultura, della creatività, base dello sviluppo umano, e del discorso logico-razionale che da’ rilievo alle ‘deduzioni’ e non alle ‘induzioni’ (se un immigrato compie questo reato, tutti i problemi legati a quell’ambito sono causati dall’immigrazione e quindi per risolverli bisognaLeggi altro →

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata). Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto. Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’èLeggi altro →

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie. Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da luiLeggi altro →

Si può scrivere solo della propria esperienza di lettura di uno scrittore come se fosse vivo. Secondo Antonio Moresco (autore della trilogia gli Esordi, i Canti del Caos, gli Increati) l’unico modo sarebbe dialogare nel presente da pari a pari, l’unico modo cioè per capire o criticare la letteratura. Così spiega nei suoi Scritti Insurrezionali. Una posizione originale, ma sorgono a questo punto delle domande. Qui i suoi scritti migliori da Amazon: https://amzn.to/2rajWYq. È la stessa teoria del lettore/spettatore estetico che auspicava Carmelo Bene, e prima di lui Nietzsche? Quasi. Entrambi (Carmelo Bene e Antonio Moresco) hanno avuto problemi con i critici e lo stato:Leggi altro →