Il primo, il ramo d’oro (omonimo titolo del saggio di Frazer) era un ramo che segnalava un ingresso agli inferi, come nel caso di Orfeo;il vello d’oro era invece l’oggetto della ricerca di Giasone nelle Argonautiche di Apollonio Rodio. Poi c’è anche il drago che protegge chiavi d’oro o altri oggetti d’oro, come il vello in questo caso. In tal caso non bisogna dimenticare molte corrispondenze simboliche enciclopedizzate da Frazer nel Ramo d’oro, ma più facilmente comprensibili attraverso un’iniziazione. Frazer, in altre parole, elenca pedissequamente come un’illuminista tutte le fonti storiografiche o scientifiche, ma non si è così stupidi da pensare che l’oro sia unLeggi altro →

Gli studi tradizionali per me sono iniziati, in nuce, quando ho iniziato a fare glottologia all’università. Mi vengono in mente ora i bei tempi dell’ Einaudi (anche se non li ho vissuti), lì c’era una specie di coscienza e quindi di direzione culturale: Calvino, Prezzolini, Debenedetti, [Letterati Editori. L’industria culturale come progetto di Cadioli] mentre ora è abbastanza indifferenziato, ripeto, mi sembra che possono pubblicare da Dante al calciatore…Dal’altra parte, non perché si debba pubblicare roba elevata, ma con una radice tradizionale o almeno con una direzione “editoriale” (cioè roba postmoderna-antiumana per me vale quanto e forse peggio del calciatore, quelli cioè che dicono siamoLeggi altro →

Thomas Mann, lett. Tommaso Uomo, mi sembra dare risposta alla domanda di Tempo niciana e quindi beniana (mi riferisco a Carmelo Bene) in cui si recupera un tempo, sì di decadenza, ma un Tempo (declinava la luminosa Repubblica di Weimar verso la seconda guerra mondiale), con la lezione di Heiddeger, filosofo che Bene odiava, ma che risolse in un certo modo gli interrogativi lasciati in sospeso da NietzscheLeggi altro →