Contro l’antitradizione: Eduardo Galeano, Carmelo Bene, verso l’idea di una non-destra e non-sinistra

Eduardo Galeano mi dà l’occasione per parlare del bene e del male degli intellettuali di sinistra. Eduardo Galeano per chi lo sfrutta e l’ha sfruttato come intellettuale di sinistra – anche si trattasse di sinistra mondiale che non esiste – non è rispettabile nè lui nè quella parte marcia di Galeano. Se c’è. Ma mi riservo di leggere bene tutto quello che ha scritto. Cioè per capire se è dovuto alle traduzioni e presentazioni italiane o no.

La parte buona della sinistra che si scorge in Galeano era essere dalla parte del poveri non per stupida compassione, ma per il grande inganno in cui viviamo Eduardo Galeano tenta di riscrivere e revisionare una storia che non sta più in piedi in Le vene aperte dell’America Latina, quella dell’ imposizione dall’alto di un’ anti- tradizione evidentemente nè consona nè voluta dall’essere umano.

Ma ripeto che quel genere di sinistra non esiste più, nel contesto odierno diviso in macro-regioni si disperde e confonde con la destra perdendo appunto i suoi confini e dimenticato di difendere i valori umani e tradizionali difesi da Galeano. Quindi semmai Galeano è di destra ed è un insulto definirlo di sinistra come si faceva e si fa in Italia anche con traduzioni e presentazioni discutibili e con ilcon gli antisistema che possono stare ancora fuori dal carcere. Ecco servito il pensiero unico.

Comunque come dicevo il problema non si pone più perché destra e sinistra hanno dissolto i loro confini come ho mostrato in questo articolo.

La Sinistra tradizionalmente statalista ma anche green e amorevole verso il lontano, il povero, il diverso si troverebbe a giustificare un de-radicamento dal territorio, uno sfruttamento sovranazionale “per il bene di tutti” voluto da un potere eterodiretto.

La destra invece, tradizionalmente conservatrice, dovrebbe difendere l’individualità, i valori umani e quindi in questo contesto anche lo statalismo e l’assistenzialismo tipici della Sinistra. Difendere i più deboli da uno sfruttamento lavorativo deciso dalle realtà sovranazionali. Come si vede si arriva in questo modo a sinistra tanto da dire che oggi un bravo uomo di sinistra dovrebbe essere di destra, e un uomo di destra dovrebbe essere di sinistra.

I confini quindi si confondo tanto da non poter parlare nell’approccio a questo problema mondiale e umano nè di Destra nè di Sinistra. Ecco i Risvegliati.

Le storie si raccontano di notte, perché di notte il sacro è reale, e chi sa raccontare racconta sapendo che il nome è quella cosa che il nome nomina.

Finestra sulla parola (II)

Storia non ufficiale dell’America Latina: https://amzn.to/3dC3LWr Video di Galeano: https://youtu.be/0npmDIQcqtU [Mi sembra di capire quello che dice ma se qualcuno sa lo spagnolo e vuole fare i sottotitoli si faccia avanti è molto gradito].

L’importante è anche partire da una condizione veritiera della storia, non manipolata.

“Non cambierebbe nulla se anche mi producessi per i pigmei…”

Carmelo Bene

Non si trattava di puro intellettualismo ma di un grande messaggio di umanità e anche profetico: smettiamola con la divisione delle lingue. Forse capiva che si approssimava una nuova Babele? Una nuova guerra mondiale in una dimensione diversa, animica e non più atomica.

Il tempo sembra dargli ragione vista la continentalizzazione del mondo, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni.

La divisione linguistica era separazione con l’Altro, il diverso che abita in noi, laddove non servono lingue nazionali, codici linguistici, Carmelo Bene sosteneva: “se io mi producessi per i pigmei, non cambierebbe nulla”.

Da giovane Galeano fece svariati lavori: operaio, pittore di insegne, messaggero, dattilografo, cassiere di banca. All’età di 14 anni vendette il suo primo fumetto politico al settimanale del Partito Socialista dell’Uruguay, El Sol.
Cominciò la carriera di giornalista all’inizio degli anni sessanta come direttore di Marcha, un influente settimanale a cui collaboravano Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti, Manuel Maldonado Denis e Roberto Fernández Retamar.
Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di Stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli “squadroni della morte”; fuggì nuovamente, questa volta in Spagna, dove scrisse la famosa trilogia Memoria del fuoco.

Ritorna in un cofanetto elegante, con una nuova grafica, la trilogia di Memoria del fuoco, pubblicata negli anni Ottanta. In quest’opera lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano racconta la sua “storia delle Americhe”, dalle antiche leggende indie fino al Novecento, il “secolo del vento”. Galeano fonde i materiali più disparati, dai miti tramandati oralmente alle memorie di navigatori e conquistadores, dai ritratti di eroi e assassini, carnefici e martiri agli articoli di giornale.

Oppone la tradizione all’ antitradizione, i Maya e gli Atzechi ne sapevano più di noi? Secondo Roberto Pinotti sì, perché avevano più tecnologia di quanto non si voglia dire. Non perché sia di destra (o di sinistra), ma per opporla all’antitradizione.

Quindi non-destra e non-sinistra? Qualcuno ne parla seriamente dal punto di vista più strettamente filosofico e politico.

Sul lato politico, invece, già negli anni ottanta Carlo Terracciano, e in modo diverso oggi Allain de Benoist e Alexandr Dugin parlano di una idea che esce cordialmente dal sistema liberista per approdare a qualcosa che a a che fare con il “dasein” di Hedegger, e comunque se definito da alcuni estrema destra (in Italia è definito così) da altri estrema sinistra, e comunque nelle intenzioni degli autori si parla di tutt’altro; se proprio vogliamo parlare dei vecchi termini di destra e sinistra parliamo di Valori di destra e Idee di sinistra.

Alcune citazioni di Eduardo Galeano: Il torturato tortura i sogni del suo carnefice. (Finestra sull’essere e sul fare)
Il poeta rifugge dalla metafora che trova nello specchio. (Finestra sull’essere e sul fare)
Le donne? Una razza inferiore, come i negri, i poveri e i pazzi. Incapaci di libertà, come i bambini. Destinate a piangere, a gridare, a sparlare del prossimo e a cambiare opinione e pettinatura ogni giorno. A letto e in cucina talvolta danno piacere. Al di fuori di questo, causano solo dispiaceri. (Storia dell’uomo che voleva partorire)
Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto, ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me. (Finestra sulla nuca)

Ecco il video che ho fatto:

Video corrispondenti:
Maya e fascismi di sinistra: https://youtu.be/FS7dlkbuAo0
Oriente e occidente: https://youtu.be/GcQzn_wpZV0
Eduardo Galeano, un anti- antitradizionalista: https://youtu.be/J4g_dO_oB8M

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