Carmelo Bene “prodursi per i pigmei”

Non c’è solo la grande filosofia o lo sgambetto artistico quando Carmelo Bene disse che aveva superato il codice linguistico italiano, diventando “straniero nella propria lingua”.

Non si trattava di puro intellettualismo ma di un grande messaggio di umanità e anche profetico: smettiamola con la divisione delle lingue. Forse capiva che si approssimava una nuova Babele? Una nuova guerra mondiale in una dimensione diversa, animica e non più atomica.

Il tempo sembra dargli ragione vista la continentalizzazione del mondo, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni.

La divisione linguistica era separazione con l’Altro, il diverso che abita in noi, laddove non servono lingue nazionali, codici linguistici, Carmelo Bene sosteneva: “se io mi producessi per i pigmei, non cambierebbe nulla”.

Da una parte quindi il messaggio animico individuale, e il messaggio di pace mondiale, dall’altra un’oscura quanto luminosa profezia di una nuova Babele che sembra essere nell’aria e forse nell’immediato futuro.

In questa direzione sembra andare anche, relativamente a Carmelo Bene, un nuovo libro a lui dedicato “Straniero nella propria lingua” (https://amzn.to/2WLEzY0).

Sul lato politico, invece, già negli anni ottanta Carlo Terracciano, e in modo diverso oggi Allain de Benoist e Alexandr Dugin parlano di una idea che esce cordialmente dal sistema liberista per approdare a qualcosa che a a che fare con il “dasein” di Hedegger, e comunque se definito da alcuni estrema destra (in Italia è definito così) da altri estrema sinistra, e comunque nelle intenzioni degli autori si parla di tutt’altro; se proprio vogliamo parlare dei vecchi termini di destra e sinistra parliamo di Valori di destra e Idee di sinistra.

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