Giorgio Caproni, alchimistico e acquoso

Non c’è mai un colore o un umore fuori posto nella poesia di Giorgio Caproni.

Fu in una casa rossa
la Casa Cantoniera.
Mi ci trovai una sera
di tenebra, e pareva scossa
la mente da un transitare
continuo, come il mare.

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Non credo perché li scegliesse con grande riguardo. Ma ancora una volta trovo la forza per andare avanti a sostenere che separare chimica, fisica, medicina, o letteratura ci ha reso degli idioti. Degli idioti ipermoderni, ma pur sempre degli idioti (si veda per es. la “scienza degli umori” dalla medicina cinese alle raccolte medievali, come ho detto altrove la nostra ultima società tradizionale in Europa è stata il Medioevo).

e tramano di scheletri di luce
i soffitti imbiancati? Fra le maglie
fitte d’un dormiveglia che conduce
il sangue a sabbie di verdi e fosforiche
prosciugazioni, ahi se colpisce l’occhio
della mente quel transito, e a teoriche
lo spinge dissennate cui il malocchio
fa da deus ex machina!… Leggère
di metallo e di gas, le vive piume
celeri t’aggrediscono – l’acume
t’aprono in petto, e il fruscìo, delle vele.

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Ecco che continua il, direi alchimistico, in senso tecnico, percorso caproniano. Passiamo dal verde (“verdi e fosforiche“) , colore dell’anima e dell’acqua al più bruno e osseo “metallo”, ravvisabile nel “metallo ematico” per ecellenza, cioè il sangue, il gas e la forza corporea propria dello scheletro umano (“scheletri“). Ed ecco più avanti la conferma:

T’aprono in petto le folli falene
accecate di luce, e nel silenzio
mortale delle molli cantilene
soffici delle gomme, entri nel denso
fantasma – entri nei lievi stritolii
lucidi del ghiaino che gremisce
le giunture dell’ossa, e in pigolii
minimi penetrando ove finisce
sul suo orlo la vita, là Euridice
tocchi cui nebulosa e sfatta casca
morta la palla di mano. E se dice
il sangue che c’è amore ancora, e schianta
inutilmente la tempia, oh le leghe
lunghe che ti trascinano – il rumore
di tenebra, in cui il battito del cuore
ti ferma in petto il fruscìo delle streghe!

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Quindi, concludendo, perché la scuola e l’università (e la concezione culturale della nostra epoca) si continua a considerare l’essere umano nella medicina una bieca macchina e nella poesia ingenuo sentimento, perché si spiega anche chimica e alchimia a scuola mentre si spiega letteratura? Ci risono a dirlo, basta separare idiotisticamente.

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Video corrispondente: https://youtu.be/CdOj6E3KOKg

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