Trattiamo ora i casi “balenologici” (cioè la scienza delle cose strane) a cui oggi è relegata una parte della vera conoscenza (epistème in greco). Infatti anticamente la distinzione fra mito e scienza (epistème) non aveva senso: erano rami della stessa scienza o conoscenza che dir si voglia chiamata appunto epistéme. Questo significa che quello che noi chiamiamo oggi “mito” per loro era davvero l’origine del mondo, così, quando Platone parla della civiltà di Atlantide nel Timeo (stupendamente raccontata anche dai moderni tra cui Clark Ashton Smith in Atlantide e i mondi perduti o Howard Phillips Lovecraft, ma anche da testi Maya chiamata Atlas) parla diLeggi altro →

Del lado de los pobres no por una estúpida compasión, sino por el gran engaño en el que vivimos Eduardo Galeano intenta reescribir y revisar una historia que ya no se encuentra en Las venas abiertas de América Latina, la de la imposición desde arriba de un ‘anti-tradición evidentemente ni apropiada ni deseada por el ser humano. Las historias se cuentan por la noche, porque en la noche lo sagrado es real, y quién sabe cómo contarlo sabe que el nombre es lo que el nombre nombra. (Ventana de la palabra (II)) Historia no oficial de América Latina: https://amzn.to/3dC3LWr Video de Galeano: https://youtu.be/0npmDIQcqtU“Nada cambiaría siLeggi altro →

Eduardo Galeano mi dà l’occasione per parlare del bene e del male degli intellettuali di sinistra. Eduardo Galeano per chi lo sfrutta e l’ha sfruttato come intellettuale di sinistra – anche si trattasse di sinistra mondiale che non esiste – non è rispettabile nè lui nè quella parte marcia di Galeano. Se c’è. Ma mi riservo di leggere bene tutto quello che ha scritto. Cioè per capire se è dovuto alle traduzioni e presentazioni italiane o no. La parte buona della sinistra che si scorge in Galeano era essere dalla parte del poveri non per stupida compassione, ma per il grande inganno in cui viviamoLeggi altro →

Ecco in atto la continentalizzazione paventata da molti intellettuali del secolo scorso, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni. A questo prelude l’illusorio isolamento nazionale del virus e l’uscita eventuale dall’Europa. Insomma, una nuova Babele linguistica e politica. Se così fosse, se così si dovesse avverare crollerebbero automaticamente tutte le definizioni fin’ora date a Destra e Sinistra, almeno di fronte a questo problema umano e politico. Come fronteggiare questa crisi? La Sinistra tradizionalmente statalista ma anche green e amorevole verso il lontano, il povero, il diverso si troverebbe a giustificare un de-radicamento dal territorio, uno sfruttamento sovranazionale “per il bene di tutti”Leggi altro →

Non c’è solo la grande filosofia o lo sgambetto artistico quando Carmelo Bene disse che aveva superato il codice linguistico italiano, diventando “straniero nella propria lingua”. Non si trattava di puro intellettualismo ma di un grande messaggio di umanità e anche profetico: smettiamola con la divisione delle lingue. Forse capiva che si approssimava una nuova Babele? Una nuova guerra mondiale in una dimensione diversa, animica e non più atomica. Il tempo sembra dargli ragione vista la continentalizzazione del mondo, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni. La divisione linguistica era separazione con l’Altro, il diverso che abita in noi, laddove non servonoLeggi altro →

Inland Empire. Impero interiore. Gli Esordi di Antonio Moresco sono secondo me l’esplorazione minuziosa delle possibilità interiori, dal monastero da cui il protagonista scappa nella prima parte, denominata Parte del silenzio, fino al lungo viaggio in macchina fino a Slandia, il protagonista in questo sorta di realismo magico, percorre uno spazio concreto, ma in realtà minuziosamente interiore. Quasi scientificamente ogni luce viene vista e poi deformata, ogni personaggio scappa e ritorna, le cose si muovono vorticosamente da destra a sinistra e poi al contrario, i personaggi fanno metamorfosi e cambiano nome. Non si tarda a pensare che sia in realtà un impero della mente. NonLeggi altro →

La fantasia supera la realtà? Questa la domanda sottesa al mio precedente articolo “Differenza tra fantasy e fantascienza” (forse non per caso il più visto in assoluto del blog). Lì illustravo la differenza tecnica fra quei generi letterari che però, vorrei qui spiegare, generi puramente letterari non sono. E’ infatti la letteratura ad essere pura astrazione di un’attività umana da sempre praticata del raccontare e poi a volte dello scrivere. E’ chiaro che se la letteratura è già un’astrazione, figuriamoci la divisione fra generi letterari per questo non ho mai capito bene cosa si intendesse di preciso con la “letteratura di genere”, ma genere diLeggi altro →

Non c’è mai un colore o un umore fuori posto nella poesia di Giorgio Caproni. Fu in una casa rossala Casa Cantoniera.Mi ci trovai una seradi tenebra, e pareva scossala mente da un transitarecontinuo, come il mare. Il passaggio d’Enea, 1955——–> https://amzn.to/2yCo3Au Non credo perché li scegliesse con grande riguardo. Ma ancora una volta trovo la forza per andare avanti a sostenere che separare chimica, fisica, medicina, o letteratura ci ha reso degli idioti. Degli idioti ipermoderni, ma pur sempre degli idioti (si veda per es. la “scienza degli umori” dalla medicina cinese alle raccolte medievali, come ho detto altrove la nostra ultima società tradizionaleLeggi altro →

Video: https://youtu.be/4QmxDoN7540Libri: https://amzn.to/2ObyYWK Continuazione lettura degli Esordi, che avevo paragonato a Lynch.Dopo tesina della maturità sull’allora sconosciuto Moresco ho continuato a leggerlo solo in determinati momenti di crisi, perché Moresco è “crisi”, spaccatura, nel significato di gr. “crisis”, rivolgimento, dionisiaco, opposto ad apollineo, anche se, visti i tempi, ha sempre meno del tradizionale dionisiaco e da “crisis” diventa, nel Canto di D’Arco, sempre più verso il fumettone che ha poco da dire sia stilisticamente che nei contenuti. La sua cifra stilistica è il mantra-ripetizione infinita dello stesso ritmo con effetti appunto mantrici, stranianti e meditativi simili alla lingua del gramelot di Dario Fo, cioè quelloLeggi altro →