Rodolfo Wilcock, un comico che gela

Video: https://youtu.be/hQzJf6Vn16A
Link libri: https://amzn.to/2VPcxu9

Continuiamo dopo il groviglio labirintico di Borges con gli argentini e le numerose strade che li hanno congiunti all’Italia come il giornalista Osvaldo Soriano e l’ormai culto per Roberto Bolano. E sì, anche questa volta ci sarà pane per arrivare a Pasolini, per cui Wilcock ha interpretato Caifa nel Vangelo. Ci sarà tempo per trovare punti di contatto con Carmelo Bene e indagare un carattere alquanto beniano e celiniano di questo personaggio.

Argentino iconoclasta solitario, naturalizzato italiano. Amico di Borges, abbandona l’Argentina a metà degli anni ’50. Nel 1972 scrive “La sinagoga degli iconoclasti” (https://amzn.to/3d2LPEs) “Se non te ne vai subito da questo Paese sei perduto per sempre. C’è una nave che parte per l’Italia tra venticinque giorni, non è cara. Io la prenderò”. Nel Vangelo di Pasolini ha interpretato la parte di Caifa, l’Antagonista per eccellenza. Disse a Sebastiano Vassalli: “L’amore e l’amicizia vanno e vengono; il solo sentimento durevole è l’odio. Se qualcuno ti odia non sei mai solo”. In questo estratto parla di Kafka, scrittore che ha lo influenzato e che però non si può imitare, anzi nessuno si può imitare. Il suo unico romanzo, pubblicato postumo è ” I due allegri indiani”, metafora di “italiani”: https://amzn.to/2VR89e8

“Così giunse nelle mie mani ‘La sinagoga degli iconoclasti’, in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l’allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il ‘Tristram Shandy’ di Sterne … Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela”. (Roberto Bolaño)

Questo odio e rampogna per i vizi umani lo avvicina al dissacrante Cèline, ma d’altro canto anche anche per il suo gusto per l’assurdo, i calambour e giochi logici e matematici (non a caso fu ingegnere), a tutti quegli altri ingegneri letterati francesi tra cui Geroge Perec e i membri dell’Oulipò.

Video su Kafka e sul suo freddo rovente: https://youtu.be/kkiF5a_Cons
Idea usata originariamente da Carmelo Bene nel Monologo a due voci con Umberto Artioli: https://youtu.be/v3Au-uO-67c

fell free to comment