La bestemmia moderna: il “mondo capovolto” dell’Appeso

Ecco il diktakt moderno: potete pensare quello che volete purchè pensiate quello che vogliamo noi. Smartworking e altre cazzate simile indegne dell’essere umano, purtroppo troppo stregato dalla paura di sopravvivere per poter pensare e accorgersi di chi ha imposto un sistema di lavoro schiavistico innaturale unicamente per guadagnarci (ma nella foga neanche questa elementare realtà si riesce a vedere).
Continuano a dire che sia sempre stato così: no, non è mai stato così, la gente dovrà accorgersene presto o tardi prima del baratro.

La differenza tra i porci moderni e i porci antichi è che i moderni sono proprio bestie in mano, con il ricatto del mezzo denaro (non più un mezzo di dignità qual era originariamente, ma un ricatto lavorativo in assenza di altro per comprare tecnologia sempre più invadente e asfissiante dove la fanno da padrone i simboli dei ricchi, di quelle elitè di potenti che vogliono impoverirci eliminandoci anche il pensiero).

Questo impoverimento inizia molto in là diciamo, da Kant, il quale dice che non possiamo conoscere l’Io, l’uomo non è schiavizzato da qualcuno, ma l’uomo è merda e quindi diventa occulto il potere delle grandi elitè su di lui che iniziano a rendere normale il fatto di schiavizzarlo.

Difronte alla disumanità mostrata come naturale si china il capo, la figura dell’appeso dei tarocchi dice il resto: mondo capovolto a vari livelli, una prima disanima di questo disegno.

Un altro esempio, se nel nazionalsocialismo tedesco gli intellettuali anche liberi sono stati tollerati così non è avvenuto nel comunismo staliniano in cui il pensiero non era tollerato, oggi siamo più simili a quest’ultimo, ecco perché Hitler è il più cattivo della storia e Heinstein il più intelligente della storia.
Grazie a Marco Zagni (La svastica e la runa: https://amzn.to/2Xa9bDo) e non solo lui sappiamo che la più grande rivalutazione della scienza e della sacralità della vita sono state fatte dalle menti geniali della Germania nazista prima del tragico epilogo e durante il falsamente oscuro medioevo, nel quale l’Europa era ancora guidata da un principio unificatore e non navigava come adesso a testa in giù.

Ci accorgiamo di sapere sempre meno e sempre poco di quello che ci circonda, di ciò che usiamo e teniamo in mano continuamente perché ci affidiamo alla propaganda o a scienze neonate e altamente propagandistiche che con la scienza hanno in comune solo l’adozione del suffisso -logia.
Scienze recenti come l’antropologia o la sociologia che hanno un valore solo riferito al loro minuscolo campo d’indagine.

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