foto sulla mia scrivania di libri tra cui Contro il cinema, minimum fax, 2017, di Carmelo Bene

“Contro il cinema”, Carmelo Bene (con Gille Deleuze e la nouvelle vague)

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Video: https://youtu.be/F_osbpsI9LY

Diceva: “In pittura esiste l’astrattismo di Kandinskji, un cinema astratto non se lo è ancora pensato nessuno”.

Di solito gli artisti subiscono il fascino di questi movimenti epocali e, se il filosofo le fa sue, l’artista le personifica e ne rende ancor più vitalisticamente le lacerazioni: fu il caso dello, scambiato per polemico, Carmelo Bene, nella sua iconoclastia in cui il cinema doveva essere come un’opera astratta che evocasse più che rappresentare, idee o concetti nello spettatore, come Gille Deleuze teorizzava in L’immagine movimento. Ma sopratutto i due non si conoscevano e Bene queste teorie le metteva nella pratica nei suoi film debordanti di musiche sovrapposte e dialoghi fuori sincrono.

Da aggiungere il regista che deve stare al di qua e al di là della macchina da presa.
L’ autore come autore di nulla che si collega alla teoria della storia come “fatti estremossi”, cioè non compiuti dal soggetto in un’azione, ma in un atto che lo ha de-soggettato dal suo soggetto, da se stesso.
Tutte cose che si dicono in molte culture (anche nell’antico Messico: https://youtu.be/Vs_pUSQuOUI), e che contemporaneamente a Bene stava teorizzando, anche proprio sul cinema Gille Deleuze: https://youtu.be/uXWOumRETlM

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Carmelo Bene, in particolare nel suo film Nostra Signora dei Turchi (primo di cinque film) voleva realizzare quello che diceva Deleuze (con cui non aveva avuto contatti) e anche il nuovo gruppo di cineasti (la nouvelle vague) Truffault, Godard, fondatore e più sperimentale, con cui ebbe più contatti, e che nacquero come scrittori sui Cahier du Cinema su cui nel libro “Contro il cinema” Bene è stato intervistato. Francois Truffault diceva “Un grande autore è colui che riesce a dare nella stessa opera una precisa idea del cinema e una precisa idea del mondo”. Carmelo Bene ha sempre detto che bisogna per fare cinema o letteratura rivoluzione innanzitutto il linguaggio, occuparsi del linguaggio di quella specifica arte, cosa che poi superò, disprezzando anche il linguaggio dell’arte, per andare oltre i modi, diventando così macchina attoriale. Ne ho parlato anche in altri articoli: https://libriindie.com/index.php/category/carmelo-bene/. Qui potete vedere il film completo Nostra Signora dei Turchi: https://www.youtube.com/watch?v=v1UWXRCraBs&t=3604s

Non a caso quando i protagonisti della Nouvelle vague erano ancora critici sul giornale Cahier du Cinema erano detti “giovani turchi” per il loro credo politico, che poi in seguito scemerà in favore di un credo linguistico (di linguaggio visivo e scritto), testimoniando questo grande periodo di interdipendenza tra arte filmata e arte letteraria. Carmelo Bene oltre a tutti gli spettacoli teatrali scrisse anche due romanzi (omonimo Nostra signora dei Turchi e Credito Italiano) e un poema (‘L mal de’ fiori)

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