Enrico Ghezzi: cronaca di un periodo storico che non c’è più (e che io non ho conosciuto)

Video: https://youtu.be/mwMKhN_eMtI
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Cos’è quella sottile linea che unisce Osvaldo Soriano e Oreste del Buono e Luciano De Crescenzo, forse un’epoca, una filosofia di vita, una cultura?

Il giornalismo di una volta, intriso di filosofia, la letteratura d’altra parte scherzosa era seria; oggi la letteratura seria fa ridere e quella che fa ridere mette tristezza? De Crescenzo ridendo e scherzando ha scritto la storia della filosofia di tutto l’arco umano dai greci ad oggi (le sue Storie della filosofia e Socrate e compagnia bella metà saggi e romanzi-lettere personali).

Di certo un genere, come quello pulp, da film retrò in bianco e nero nasce negli anni ’90 su imitazione dei più prosperi anni ’60 (mi sembra di capire perché io sono molto più giovane), un regista come Queentin Tarantino, a partire da Pulp Fiction ne ha fatto la sua fortuna: come dimenticare le atmosfere pulp di Triste Solitario y Final difantasy Osvaldo Soriano, che sembrano proprio uscite da un film didi Tarantino.

Metterei nel calderone anche i pionieri della televisione culturale italiana (pioneri e ultimi) e del cinema, ma ancora non riesco a restringere il campo e capire di cosa sto parlando. Comunque, mettiamoci, appunto Maurizio Costanzo, Enrico Ghezzi, e per forza quindi anche Oreste del Buono e Carmelo Bene (un certo teatro italiano, ora credo inesistente, ma i nomi potrebbero andare molto avanti aggiungetene voi nei commenti).
Il Costanzo Show, insomma, il primo salotto italiano ripreso dalle telecamere. C’è anche un incursione nei “piedi” e nel calcio (non solo Soriano, grande giornalista e calciatore), ma appassionati ne furono anche Pasolini, Carmelo Bene di cui è uscito nel 2019 Discorso su due piedi con Enrico Ghezzi. Purtroppo non sono un fissato di Pasolini perché non ne ho ancora letto e capito abbastanza quindi il discorso su di lui si termina qui anche se un mio articolo su di lui c’è.

Vengono in mente anche in questo insieme di polvere teorici della tv come in parte fu Carmelo Bene, ma ancor di più il difficile, spiritoso Umberto Eco, epistemologo, in particolare con i suoi Diari minimi e le teorie su Mike Buongiorno.

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