Un libro per non cementificare la scrittura: “Oracolo manuale per scrittrici e scrittori”, di Giulio Mozzi

Da tenere nel nostro cantiere di scrittori

Come imparare a scrivere senza cementificare la propria storia?

Semplice: lo racconta Giulio Mozzi in Oracolo manuale per scrittrici e scrittori (Sonzogno, 2019). Un manuale che è diverso dagli altri, pensato come un mazzo di carte (come Oblique Strategies di Brian Eno) o “libro delle risposte” che dà consigli sulla scrittura (in particolare di un romanzo).

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I consigli sono veloci, pratici, umoristici, ma densi, e nella pagina di destra hanno il loro approfondimento più serio.
Del resto lo humor condito di serietà e professionalità di Giulio Mozzi c’è sempre stato fin dalla sua prima raccolta di racconti Fiction 2.0, poi Sono l’ultimo a scendere, dove aneddoti sul suo mestiere di correttore di bozze e scopritore di scrittori si alternano a episodi spassosissimi per come sono avvenuti o per come sono raccontati?

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Tutta qua sta la poetica del Mozzi, a mio parere: un fatto per essere credibile (o meglio leggibile dal lettore, che sa che è fiction) deve essere ben raccontato più che realmente accaduto o ancora peggio (dice nei consigli) sforzarsi di farlo aderire ad una realtà accaduta, che poi (aggiungo io) sarebbe comunque una nostra visione, interpretazione della realtà.

Quindi ora posso dare i miei consigli di scrittura, da neofita, in parte ispirati a quelli utilissimi di Mozzi:

-scrivi finché puoi, finché c’è immaginazione per almeno 100 pagine, quello che serve e che spesso manca è il contenuto, l’immaginazione non si può programmare ed è preziosa

-correggi dopo e sentiti libero di cambiare il senso e sopratutto la disposizione degli episodi

ti risponderò appena possibile