Link: https://amzn.to/2Vi4INR Video: https://youtu.be/v3Au-uO-67c Il fenomeno Carmelo Bene si arrichisce quasi ogni mese ed esponenzialmente in popolarità. Se youtubers con centinaia di migliaia di iscritti si accapigiano e si dissano sul significato di questa o quella frase delche Maestro, si può ben dire che abbiamo un “fenomeno”. (Bene stesso disse:”O muori giovane o diventi un maestro”, lui non andava dietro all’umiltà) La pagina Facebook “Centro studi Carmelo Bene” o le più facete “Carmelo Bene e Bolsonaro” stanno lì per informare che Bene (come lui stesso aveva detto) non era un semplice teatrante, ma si trovava in vita accidentalmente nel teatro solo per esprimere un’arte, un’Leggi altro →

E’ la storia di uno sbirro morto che attraverso “metafisici” paesaggi notturni (in realtà abbastanza già visti al cinema, niente di “visionariamente originale”) indaga sul perché i bambini della città dei morti hanno iniziato a cantare. Non scoprirà mai il vero motivo, ma quello che conta è il viaggio. Una prima origine del canto dei bambini è che piangono e accolgono la morte dei bambini che passano dalla città dei vivi e arrivano nella loro città dei morti. Le spiegazioni non si spingono oltre questi termini. Nel complesso il libro è di facile lettura e stimola qualche riflessione profonda qua e là anche se èLeggi altro →

We must think of a Dutch Tabucchi. It’s not easy. But also Cees Nooteboom [pron. Keis Notebom] is a journalist, traveler and lover of the places where he arrives. Like Tabucchi (and Camus) a perennial foreigner (estranged) who feels his foreign places more than those of his homeland. In fact, while Tabucchi died in his adopted homeland Lisbon, Nooteboom has currently moved to the island of Menorca, where he contemplates nature, the memories of his life (sent as a journalist, he has witnessed historical events such as the Second World War, the French May in 1968 and the fall of the Berlin Wall in 1989)Leggi altro →

Bisogna pensare ad un Tabucchi nederlandese. Non è facile. Ma anche Cees Nooteboom [pron. Keis Notebom] è un giornalista, viaggiatore e amante dei luoghi dove arriva. Come Tabucchi (e Camus) un perenne straniero (estraniato) che sente suoi più i luoghi esteri che quelli della sua patria. Infatti mentre Tabucchi è morto nella sua patria d’adozione Lisbona, Nooteboom si è trasferito attualmente nell’isola di Minorca, dove contempla la natura, i ricordi della propria vita (inviato come giornalista ha assistito ad eventi storici come la Seconda guerra mondiale, il maggio francese nel ’68 e la caduta del muro di Berlino nell’ ’89) e gli stimoli letterari, cheLeggi altro →

Mai visto un libro più variegato, monotono, originale, banale, di valore, insignificante. Un libro che ha scatenato in me contraddizioni. L’esordio di un grande scrittore, come viene definito. Ma chi lo ha definito come tale?Antonio Moresco per molto tempo non ha ricevuto proposte di pubblicazione ma rifiuti (lo scrittore stesso parlava dei meccanismi editoriali in un suo altro libro Lettere a Nessuno). Questo romanzo ha una trama relativamente semplice e che decolla dopo le prime 150 pagine, al capitolo dell’ “Incendio”. Da quel punto il libro continua ad essere molto particolareggiato, ma avvince per le sue tematiche e i suoi continui cambiamenti. La trama èLeggi altro →