Il figlio del secolo, Mussolini, di Antonio Scurati (da leggere, e un discorso a partire da questo)

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole.

Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentati e documentabili, e il suo modo di pensare rimane comunque un mistero anche se Scurati l’ha ricreato molto bene imitando la musicalità tipica dei suoi discorsi (spesso dai balconi di molte città).

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L’importanza di questo libro, avvincente ma documentato, sta proprio nel divertimento che ci mette l’autore. Mussolini siamo noi, sei tu che leggi, “il figlio di un secolo che ci ha resi quello che siamo”. Pensiamo che nelle sue stesse condizioni i politici attuali avrebbero fatto scelte più nobili? Io non credo. E i politici attuali chi sono? Sono quelli che abbiamo scelto, sono uguali a noi.
Insomma Scurati dimostra che Mussolini non va affatto trattato come un alieno, ma un normale personaggio, da presentare privo di ideologie, unica strada per capire le ideologie che ci sono state all’epoca. Un uomo figlio di un secolo, che ci a reso quello che siamo. Il “che” non è riferito a uomo o figlio, ma a secolo: è innegabile che il ‘900 ci ha reso quello che siamo, e se il novecento ha generato certi mostri non conviene quindi condannarli con la distanza del diverso perché non possiamo; dobbiamo farli nostri e non perdere questa memoria che ci rende lucidi e capaci di vedere il fasciamo anche laddove si presenta o presenterà con forme diverse.
Un libro da leggere, anche per le nuove generazioni, che giustamente non conoscono il fascismo e non si accontentano delle spiegazioni semplicistiche di chi gli sta intorno.

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