Osvaldo Soriano, uno scrittore cinematografico in letteratura e nel calcio

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano.

“Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste, solitario y final)

Descrizioni surrealiste, visive, ma precise, più realistiche del cileno Bolaño. Non a caso Soriano è stato anche un giornalista. Atmosfere perfette ma meno in ingessate dei romanzi realistici più propriamente americani (statunitensi). Ê un buon compromesso tra una descrizione storica e sentimentale. Infatti il tema trattato nel suo romanzo Triste Solitario y final ben si presta a questo: l’atmosfera di Hollywood negli anni 60′ di due personaggi Ollie e Stan, sotto pseudonimo probabilmente Stanlio e Ollio, che però iniziano a non trovare più lavoro: il cinema, il mercato cinematografico sta cambiando e i grandi del passato non incontrano più il gusto del pubblico. (Stesso tema ha trattato Tarantino nel recente C’era una volta ad Hollywood).

altri libri di Osvaldo Soriano: https://amzn.to/2Edyytn

Il clima è quindi quello decadente e nostalgico di quel momento preciso di Hollywood, ambientato ovviamente a Los Angeles, ma da parte di un autore argentino Osvaldo Soriano, che lui stesso, insieme al detective Marlowe si inserisce come coprotagonista nel suo romanzo, metaletterario e metacinematografico in un certo senso.

Si tratta di un romanzo su due piani temporali tagliato come un film presenta solo le scene fondamentali: Stan che arriva a Londra dopo aver lasciato suo padre; il successo di Stan e Ollie; l’ingaggio del detective Marlowe da parte di Stan; la morte di Stan; l’amicizia tra Marlowe e Osvaldo. Nel complesso l’atmosfera ricrea quasi una saudade da vecchio film in bianco e nero, alla Tabucchi. Non a caso entrambi vicini alla saudade portoghese.

Osvaldo Soriano gioca sul nostro immaginario grazie alle sue capacità di documentare giornalisticamente la realtà, dandoci una diversa visione del calcio, o almeno lontana dalla nostra in Futbol. Stessa cosa, intendendolo come gesto atletico dell’immediato, aveva fatto Carmelo Bene in Discorso su due piedi (Il calcio) con Enrico Ghezzi.

Osvaldo Soriano è stato anche un calciatore in gioventù (Ragionare con i piedi, Einaudi) e poi ha dovuto emigrare negli Stati Uniti a causa del regime argentino. Compare lui stesso, col suo nome e cognome, in Triste, Solitario y final, dopo la morte di Stan, come aiuto al detective Marlowe.

Non sappiamo, come nelle opere post-moderne, cosa significhino tutti questi nomi (Marlowe per es.), come simboli personali sotto nomi conosciuti; mentre il confronto con universi simbolici condivisi dà pochi risultati. Si tratta di simboli personali, biografici, come nel discorso fatto per l’Ulisse di Joyce.

Altri libri di Osvaldo Soriano: https://amzn.to/2Edyytn

Se ti interessa questo stesso articolo in spagnolo (lingua di origine di Soriano): https://libriindie.com/index.php/2019/12/09/osvaldo-soriano-cineasta-de-literatura-y-futbol/

Totalmente diverso, ma poliziesco d’autore è noir atipico di un grande scrittore come Antonio Moresco, uscito quest’anno col titolo di Canto di d’Arco, anche in questo caso un noir totalmente stravolto dallo stile della autore che si serve della scatola espressiva del poliziesco solo apparentemente.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

fell free to comment