Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

If the songs of Bob Dylan were read as a long epic novel like the Iliad, there is a translation worthy of the name, and in fact in Italy there is, divided the study of Alessandro Carrera in three volumes: ’69 – ‘ 82, ’61 -’68, ’83 -2012, described to Dylan’s career: Here all the others: https://amzn.to/2PjAPcM But it is Dylan himself, who received the 2016 Nobel Prize, to have mentioned the Odyssey, Moby Dick and Shakepseare in his training books. With the Homeric poems he shares the fact of being written to be sung in itinerant form in several nearby cities (in ancient Greece)Leggi altro →

Se le canzoni di Bob Dylan andassero lette come un lungo romanzo epico come l’Iliade c’è ne sarebbe una traduzione degna di questo nome, e infatti in Italia c’è, diviso dallo studioso Alessandro Carrera in tre volumi: ’69-’82, ’61-’68, ’83-2012, corrispondenti agli anni di carriera di Dylan: Ma è lo stesso Dylan, insignito del premio Nobel 2016, ad aver citato l’Odissea, Moby Dick e Shakepseare nei libri della sua formazione. Con i poemi omerici condivide il fatto di essere scritto per essere cantato in forma itinerante in diverse città vicine (nella Grecia antica) o lontane (nei tour mondiali di Dylan nella grandezza ormai globalizzata diLeggi altro →

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole. Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentatiLeggi altro →

“Ahora, cuando hablamos de una autobiografía sintética, que basada en su no ser, en el abandono, en la falta, no puede dejarse arrastrar por el imaginario de esta misma realidad, significa que Otranto fue visitada por una historia que , incluida la masacre de los turcos, fue y sigue siendo el culto (cultura) de todas las otras historias que derrocó ese evento histórico “. Así comienza Carmelo Bene ha narrado su vida. Quizás el único antiestructuralista italiano con el que me encontré. Un encuentro literario como el suyo con Camus (“el primer encuentro decisivo en mi vida. Albert Camus. Venecia. Teatro La Fenice. Exterior-day. UnaLeggi altro →

“Humor negro, acciones rápidas como el rayo, diálogos apretados y crepitantes, un estilo seco y rápido, como el de un heroico cómic Hemingway”, escribió Italo Calvino sobre la escritura del argentino Oliver Soriano. Descripciones surrealistas, visuales pero precisas, más realistas que el chileno Bolaño. No es casualidad que Soriano también fuera periodista. Ambientes perfectos, pero menos en moldes de yeso de libros realistas estadounidenses (estadounidenses). Es un buen compromiso entre una descripción histórica y sentimental. De hecho, el tema tratado en su novela Triste Solitario y final se presta bien a esto: la atmósfera de Hollywood de la década de 1960 por dos personajes, OllieLeggi altro →

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano. “Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste,Leggi altro →

Due citazioni incredibilmente simili: una dell’italiano (forse l’unico antistrutturalista) Carmelo Bene nella sua autobiografia, l’altra del suo maestro, ma più famoso: Joyce nell’Ulisse. “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise. Otranto. Culla delle storie estromesse. Lutto oltremare.” “Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio CesareLeggi altro →

Cursed poets like Dino Campana we mentioned, Bukowski overseas-naturalized in the United States, the French from Baudelaire to Rimbault. Now we have to extend to the writers and to the cursed ones in general or, as Colin Wilson would say, the Outsiders (here you can see the book on Amazon). For Colin Wilson, in fact, literature is studded with outsiders and is reduced to a personal matter of individual writers. Then Dostoevsky epileptic for the Brothers Karamazov. Dino Campina schizophrenic for the Orphic Songs (Umberto Saba was right about this, he said: “Dino Campana is not a poet, he is just a fool”). Gadda depressedLeggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →