La politica di Antonio Moresco (scrittore)

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata).

Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto.

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Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’è un legame con Leopardi, forse anche politico nel disprezzo dei contemporanei. Negli Scritti insurrezionali e così avanti la politica è evidente come nelle marce ‘politiche’ in luoghi simbolici (Sarajevo per es.) nascono reportage-panphlet come Zingari di merda. Continuano attualmente queste passeggiate simboliche in molti luoghi italiani legati a simboli della storia contemporanea.

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