Antonio Moresco e Greta Thumberg nell’antropocene (passando per Carmelo Bene)

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie.

Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da lui prima di quello di scrittore, prima del ’93, ovviamente, anno a partire dal quale, uscito dal sotterraneo, si sa chi sia Moresco).

Col tempo i toni si fanno sempre più accesi (‘estinzione di specie’ nel Grido, 2018) e meno motivati politicamente, dove nel primo amore la questione della ‘coscienza di specie‘ era trattata in maniera esatta e più razionale, si alternano ora toni più visionari, da scrittore, ma altrettanto allarmisti quanto Greta Thumberg.

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