Dino Buzzati, onirico ma relistico

Dino Buzzati, poeta, narratore, scrittore per l’infanzia (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) è un poliedrico intellettuale milanese che scrisse molti racconti del genere fantastico come Il Colombre, il nome di un leggendario mostro marino centocchi.

In realtà Buzzati fu anche un grande giornalista, un assiduo frequentatore di escort e un pittore. I Sessanta racconti, la sua raccolta più completa, nell’edizione Mondadori ritrae proprio un castello di sabbia che è un suo quadro. Il castello nel deserto però rimanda ad un altro suo scritto, un romanzo, il suo più famoso: Il deserto dei Tartari in cui, come in una riedizione di Aspettando Godot di Beckett in forma romanzo, il generale Drugo scruta ogni giorno all’orizzonte dalla sua fortezza nel deserto inquietato da un arrivo imminente dei soldati Tartari, ma il finale è inaspettato.

Un altro romanzo interessante è Un amore che narra di una escort milanese di cui i il protagonista si innamora sprofondando in un’ossessione vivissima resa da una scrittura veramente ossessiva. Romanzo che io ho letto sempre insieme (date le somiglianze) al romanzetto La Fanfarlo di Baudelaire (forse non esistono due romanzi inconsapevolmente così simili nell’atmosfera che creano e nella storia).
Nonostante l’atmosfera onirica dei suoi romanzi, Buzzati la crea con uno stile sempre asciutto e realistico, un po’ come fa Italo Calvino.

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