Alcuni francesi strampalati, Vian, Quenau, Perec, Cèline

Questi giochi matematici, sperimentazioni linguistiche surrealistiche, ma nello stesso tempo spietatamente matematiche lo avvicinano ai più conosciuti membri dell'OUlipo

Boris Vian, celebre trombettista francese, morto molto giovane durante l’età del jazz in America, è da mettere accanto agli outsiders e maledetti alla Vincent Gallo.

Conosciuto o meglio sconosciuto (vista la poca popolarità ho scritto personalmente la sua pagina di Wikipedia ma se la riportassi qua sarebbe comunque plagio, by the way….) per raccolte poetiche come Io non vorrei crepare e romanzi come Vercoquin e il plancton, e la Schiuma dei giorni, l’unico ristampato recentemente, con introduzione di Ivan Fossati (sic), narra l’onirico amore di un uomo e una donna fuori dal mondo, quasi cartonati, in un arcobaleno di colori e sensazioni difficilmente definibili. L’unico suo libro, tra l’altro, da cui è stato tratto un film, distribuito anche in italia come Mood Indigo. Mentre Vercoquin e il plancton parla di una sequela di feste forsennate di jazz con una struttura romanzesca molto particolare (con numeri dei capitoli che si invertono).

Questi giochi matematici, sperimentazioni linguistiche surrealistiche, ma nello stesso tempo spietatamente matematiche lo avvicinano ai più conosciuti membri dell’OUlipo (di cui Vian non fece parte) come Jean Jacque Quenau e al geometrico-matematico George Perec, vero osservatore matematico quasi autistico in Esaurimento di un luogo parigino o il recentemente ristamapato W, o dell’infanzia; oppure un altro autore simile per capire il genere può essere Jean Cocteau dei Ragazzi Terribili, mentre siamo lontani dai francesi come Celiné di Viaggio al temine della notte, a cui dedicherò un diverso post.

In particolare io ho sempre amato I ragazzi terribili di Cocteau e qui puoi vederlo su Amazon https://amzn.to/2K278Kj e le poesie di Vian [qui la raccolta Io non vorrei crepare https://amzn.to/36v4YML] mentre ho in programma di riprovare a leggere Viaggio al termine della notte di Celinè (libro tra l’altro spesso citato da Carmelo Bene)

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ti risponderò appena possibile