Giorgio Caproni un poeta con tre anime

Conobbe anche Pasolini, ma fu merito del critico Giuseppe de Robertis che scorpì il timido poeta e gli rese possibile vivere di letteratura.

Amante della città di Genova, ma contrapposto a Eugenio Montale Giorgio Caproni è un poeta livornese per la nascita, genovese per l’adolescenza, romano per la maturità. Era molto legato a ciascuna delle sue città. Rinnovò la metrica contemporanea pur scrivendo poesie orecchiabili, diventando difficile solo nel Passaggio di Enea, scritto in occasione della guerra, ma contrapposto all’ermetismo di Ungaretti.

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Nella vita era timido, fece il maestro elementare, era di origine borghese, ma restò una persona umile, come il triestinio Umberto Saba della Città Vecchia (musicata da De Andrè non per caso un altro genovese) trovava più umanità negli ultimi. Ebbe contatti con Pasolini, uomo di tutt’altro carattere.

Lascio anche dei diari, recentemente pubblicati nel Taccuino dello svagato, dei Racconti scritti per forza e un epistolario scambiato con Giuseppe De Robertis, il famoso criticò che lo scorpì e gli rese possibile una popolarità per essere conosciuto e poter vivere di letteratura.

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