Orson Welles e la profondità di campo

Orson Welles, conosciuto per Quarto Potere e La Guerra dei Mondi è stato il primo regista a usare la profondità di campo come uno stile. Abbiamo già detto che la profondità di campo nel cinema corrisponde allo scavo psicologico dei romanzieri, rifacendosi al saggio di Gille Deleuze Immagine-tempo.

Welles, di mestiere drammaturgo a New York e illusionista come Melies approda nella nascente Hollywood con Quarto Potere (Citizien Kane), il cui protagonista è l’ascesa di un giornalista, raccontata da più testimoni-punti di vista come in Mentre morivo di Faulkner. Questo porta all’ordine del giorno il dibattito sulla nascente potenza della stampa (e quindi anche del cinema!) nell’opinione e nella realtà delle persone.

Questo concetto diventerà vero quando Welles illuderà milioni di americani di un attacco alieno, annunciandolo via radio. Ma era solo il lancio di un nuovo film La guerra dei mondi (precedente a Quarto potere), che gli assicuro subito una ‘famigerata’ popolarità.

Grande appassionato di Shakespeare, Nietzsche e Kafka farà film che problematizzavano e parodiavano gli originali come in Macbeth e Il processo. Non sarà l’unico a prendere spunto da classici teatrali nel cinema come Shakespeare, per esempio un altro maestro del recupero dei classici fu Kurosawa.

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