Prosatori e registi maledetti, da Vincet Gallo a Cronenberg

Poeti maledetti come Dino Campana li abbiamo citati, Bukowski oltreoceano naturalizzato statunitense, i francesi da Baudelaire a Rimbault.

Ora dobbiamo estendere ai prosatori e ai maledetti in genere o, come direbbe Colin Wilson, gli Outsider (qui puoi vedere il libro su Amazon). Per Colin Wilson infatti la letteratura è costellata da outsiders e viene ridotta ad una faccenda personale dei singoli scrittori. Quindi Dostoevskij epilettico per I Fratelli Karamazov. Dino Campana schizofrenico per i Canti Orfici (su questo gli dava ragione anche Umberto Saba che diceva: ”Dino Campana non è un poeta, è solo un pazzo”). Gadda depresso nel Pasticciaccio. Sembra trascurare il valore di opere scritte durante i loro momenti di salute.

Tra i prosatori maledetti dobbiamo inserire anche molti sessantottini come Luciano Bianciardi, e Curzio Malaparte citati nelle ‘Vite maledette. Diavolo in Corpo’ (puoi vederlo qui), dove vengono analizzati con maggior spessore umano e artistico.

Sul versante artistico più poliedrico inseriamo Carmelo Bene (autore di Sono apparso alla madonna [qui trovi il libro], attore, scrittore, regista), Vincent Gallo (regista, pittore, modello, cantante).

Nella musica-letteratura inseriamo il premio Nobel (per la letteratura tra l’altro) Bob Dylan cantante outsider, ma anche poeta dei testi.

Vincent Gallo, ricordato per musica progressive come Laura, ispirata ai King Crimson, e film scandalosi come Brown Bunny, o originali come Buffalo ’66. Film in colori freddi con al centro l’eccentrico e narcisista attore che rapisce una ragazza senza volerle fare male. La ragazza (Christina Ricci), capisce il meccanismo e lo accetta fino a conseguenze inaspettate. Se ti interessa il film merita una visione (nel mio caso moltissime visioni) e lo trovi qui su Amazon. Il protagonista, appunto Vincent Gallo, esce di prigione solo per far pipì e poi compie queste azioni. Il film potrebbe essere classificato in una commedia, ma i colori e il tono così freddo e diverso fanno pensare ad una citazione agli stilemi del genere horror (seppure non accada mai nulla).

Bob Dylan, è diverso, similmente legato alla figura del vagabondo, dello zingaro, in tour dei suoi concerti. Allo stesso tempo legato alla beat generation (grazie all’amico Allen Ghinsberg). Anche in questo caso siamo nel side b, o meglio nell’ outsider e nello stesso tempo nel colto simbolismo dei testi in cui le droghe tipiche della beat generation di un William Bourrughs di Pasto nudo entrano solo marginalmente (in Dylan per es. Subterrean Homesick blues e Mr Tambourine) . Non è un caso se Pasto nudo (qui il link del film da Amazon) è diventato anche un film, quando Cronenberg l’ha trasformato in un horror senza fiato.

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