Un classico italiano: Salvatore Quasimodo

Ci riferiamo alla vena di Quasimodo, siciliano, che lo vede tradurre il poeta latino Catullo, e scrivere capolavori poetici come Ed è subito sera, che non si riferiscono al suo tempo o alla realtà sociale, ma alla realtà dell'uomo senza nulla aggiungere, come fossero stati scritti al tempo dei latini, ma in endecasillabo.

Qualcuno ha rivisitato i classici come hanno fatto Carmelo Bene o Giorgio Caproni in Italia, Kurosawa in Giappone o Klossowski in Francia ed è Salvare Quasimodo. Ma Quasimodo è diverso da tutti questi (ma simile a Giorgio Caproni) perché ha rivisitato i miti classici, non in parodia, ma attualizzadoli come se lui stesso fosse un classico, parte di loro.

Ci riferiamo alla vena di Quasimodo, siciliano, che lo vede tradurre il poeta latino Catullo, e scrivere capolavori poetici come Ed è subito sera, che non si riferiscono al suo tempo o alla realtà sociale, ma alla realtà dell’uomo senza nulla aggiungere. In poche parole potrebbero essere stati scritti al tempo dei latini anche se non usano una metrica barbara come il coevo Carducci nelle Odi barbare, ma endecasillabo. Questa prima fase è collocabile nell’ermetismo di cui fece parte anche Ungaretti.

Dopo la guerra però questa sua classicità si interrompe per parlare anche della realtà sociale, del ‘piede nazista sopra il cuore’, riferendosi all’occupazione nazista a Milano in cui risiedeva, in All’ombra dei salici, si riferisce alla politica del suo tempo, poesia ancora popolare e spesso prova dell’Esame di Stato delle scuole superiori.

Si è interessato anche ad autori anglosassoni come Shakespeare, per esempio ha tradotto la Tempesta. Qui il suo libro più importante e completo riunito in volume da Mondadori: https://amzn.to/328CV2p (da Amazon).

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