Harold Bloom, un critico amante di Shakespeare

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l'altro drammaturgo elisabettiano.

Un altro amante di William Shakespeare come Kurosawa e Carmelo Bene è Harold Bloom, ma questo è un critico letterario e definirei fanatico di Shakespeare forse al punto di perdere di oggettività.
Lo trattiamo sopratutto per la sua originalità scrittoria e rara fama davvero popolare come critico (un Bukowski nella poesia, della critica). Il suo simbolismo, che fa riferimento alla Cabala ebraica, lo discosta però, come dicevo, dalla relativa oggettività che di solito hanno i critici letterari.

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l’altro drammaturgo elisabettiano. (Bloom addirittura paragona Shakespeare ad Omero il che forse è azzardato ma testimonia il suo amore per Shakespeare).
Ad ogni modo la popolarità di Bloom lo scusa anche da questo facendoci capire che è apprezzato sopratutto per lo stile e le analisi taglienti, che fanno, in qualche modo di lui, uno scrittore.

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