la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

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Video: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4


“Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. Un incontro in tre tempi”). Carmelo Bene è stato questo: provocatore apparente, intellettuale coltissimo e coerente con suo essere oggetto di una realtà opprimente (“io fu nato”) è ricordato per le sue fasi di provocazione televisiva, per il Pinocchio radiofonico e televisivo, per il bagno di folla della lectura danctis a Bologna nell’anniversario della strage, per il teatro-concerto del Manfred cantato/recitato/non-recitato sulle musiche di Camus, per la vita privata indefinibile, per la continua spoliazione del corpo della donna e del dramma di Amleto (1961, 1967, 1973, 1974, 1978, 1987, 1990, 1994, tra cui una versione cinematografica: Un amleto di meno, nel ’73 e due versioni televisive: Amleto nel 1978 ma girato nel ’74, Homelette for Hamlet, operetta inqualificabile da Shakespeare a Laforgue nel 1990, una radiofonica: Amelto, da Shakespeare a Laforgue, nel 1974 e una discografica, registrazione di spettacolo-concerto: Hamlet suite, spettacolo concerto da Jules Laforgue, 1994. Questo l’elenco verosimilmente completo, senza considerare le repliche e le piccole varianti. Ma il suo film più importante rimane “il saggio in forma di romanzo storico di quel mio Sud del Sud dei santi”: Nostra signora dei Turchi, film vincitore del Leone d’argento a Venezia nel ’68 che poi lo condusse qualche anno dopo a condurre la Biennale.

Tra le curiosità (da ora in poi avrete capito se questo autore fa al caso vostro) mal sopportava la cultura ufficiale, su tutti il da lui definito Eusebio nazionale, Eugenio Montale, in realtà li legava una bella amicizia a quanto dice Antonio Giusti, che li aveva invitati insieme nella sua villa: “Carmelo era diventato un po’ noioso con le sue continue critiche acide su Montale. In quel periodo si era messo in testa che l’unico vero poeta italiano fosse Dino Campana e che tutti gli altri non esistessero. Una sera, per dimostrare la superiorità di Campana, declamò anche dei versi di Ossi di Seppia, ma con tale maestria che lasciò tutti a bocca aperta. Ci venne il sospetto che Carmelo sapesse tutto Montale a memoria e, per accertarcene, lo provocammo citando singoli versi scelti a caso.Ad ogni attacco Carmelo faceva seguire l’intera poesia recitandola senza enfasi e con la sua naturale bravura. In pratica si contraddisse, poiché l’uditorio non poté fare a meno di paragonare sfavorevolmente Campana a Montale. Da questo episodio fu dedotto che l’atteggiamento di Carmelo nei riguardi di Montale non era che una polemica mirata a provocarlo”.

Colpisce la riscoperta di Bene, forse uno dei pochi antistrutturalisti italiani; riscoperta attuale e da parte dei giovani: Carmelo Bene è diventato protagonista di Meme, pagine Facebook esegetiche, satiriche, comiche o semplicemente goliardiche.

Le sue opere si trovano tradizionalmente presso Bompiani, da cui però attualmente si trovano solo Sono apparso alla madonna e Nostra Signora dei Turchi. Infatti non è stato ristampato Opere. Con l’autografia d’un ritratto, Bompiani, 2002, unica fonte delle sue altre opere romanzesche, teatrali e saggistiche. Una raccolta voluta, prima da Bene stesso prima della sua morte: testimonianza che voleva essere letto anche postumo, come scrittore, e non solo come attore, ruolo a cui è sempre stato associato.
Sull’onda dell uscita nel 2019 Discorso su due piedi (il calcio) dove dialoga di sport, calcio, e gesto atletico con Enrico Ghezzi, ma per un’altra casa editrice: la Nave di teseo, mi incuriosisco sul caso e decido di scrivere a Bompiani.

La Bompiani mi risponde che una ristampa per ora in programma non c’è:
”Gentile Gabriele,
non abbiamo in previsione ristampe, mi dispiace.
Cordiali saluti”

Di seguito i link di Amazon dei libri di Carmelo Bene che preferisco:
Sono apparso alla madonna di C. B.:
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Cos’è il teatro:
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Contro il cinema:
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Opere. Con l’autografia d’un ritratto
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Deleuze su Melville
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Discorso su due piedi (C.B. 2019):
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Sovrapposizioni (con Deleuze e Carmelo Bene):
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Elogio di Carmelo Bene ( con Giancarlo Dotto):
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(cliccando permetti ad Amazon di riconoscermi una commissione senza maggiorazione del prezzo nel caso acquistassi dei prodotti)

Io ho scritto un romanzo “Vostra Signora dei Turchi”, ve lo presento brevemente:

Il Romanzo:

“Vostra Signora dei Turchi”, di Gabriele B.
[Abstract: un sogno, un viaggio da fare con me o con voi stessi. Nostra Signora dei Turchi è una chiesa otrantina invasa dai Turchi nel 1480, evento che è esterno al libro, ma ha contribuito alla sua origine]
Qui leggibili le prime pagine, o acquistabile in cartaceo o digitale: https://amzn.to/2Udjipj

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