Orson Welles, conosciuto per Quarto Potere e La Guerra dei Mondi è stato il primo regista a usare la profondità di campo come uno stile. Abbiamo già detto che la profondità di campo nel cinema corrisponde allo scavo psicologico dei romanzieri, rifacendosi al saggio di Gille Deleuze Immagine-tempo. Welles, di mestiere drammaturgo a New York e illusionista come Melies approda nella nascente Hollywood con Quarto Potere (Citizien Kane), il cui protagonista è l’ascesa di un giornalista, raccontata da più testimoni-punti di vista come in Mentre morivo di Faulkner. Questo porta all’ordine del giorno il dibattito sulla nascente potenza della stampa (e quindi anche del cinema!)Leggi altro →

Poeti maledetti come Dino Campana li abbiamo citati, Bukowski oltreoceano naturalizzato statunitense, i francesi da Baudelaire a Rimbault. Ora dobbiamo estendere ai prosatori e ai maledetti in genere o, come direbbe Colin Wilson, gli Outsider (qui puoi vedere il libro su Amazon). Per Colin Wilson infatti la letteratura è costellata da outsiders e viene ridotta ad una faccenda personale dei singoli scrittori. Quindi Dostoevskij epilettico per I Fratelli Karamazov. Dino Campana schizofrenico per i Canti Orfici (su questo gli dava ragione anche Umberto Saba che diceva: ”Dino Campana non è un poeta, è solo un pazzo”). Gadda depresso nel Pasticciaccio. Sembra trascurare il valore diLeggi altro →

The master of the modern stream of consciousness is Joyce, for whom the flow is paradoxically made from a fragmented and inner syntax, and used in an abstract way. Faulkner uses it in a different way, focusing on external details in a concrete way (the setting is western) in While I was dying and in his other masterpieces.Leggi altro →

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l’altro drammaturgo elisabettiano.Leggi altro →

Il filone in Italia trova sbocco solo in Dino Campana, compositore dei Canti orfici, simbolico ma forse sopravvalutato maledettista italiano. Più recentemente in Alda Merini. Il fantastico da Dino Buzzati nei racconti e nel Deserto dei Tartari e da Italo Calvino almeno nelle Città invisibili e nella Trilogia degli antenati.Leggi altro →

Kubrick, already reader of Nietzsche, ‘discovers’ that man sometimes also wants evil and war is made up of murderers, this seems to lead to a judgment on man: but he denies himself with Clockwork Orange, where freedom is the important element: a wicked bandit is re-educated by the State and at that point he becomes unable to live because he no longer has the capacity to choose between good and evil.Leggi altro →

Kubrick, già lettore di Nietzsche, ‘scopre’ che l’uomo a volte vuole anche il male e la guerra è fatta di assassini, questo sembra portare ad un giudizio sull’uomo: ma si smentisce con Arancia Meccanica, dove la libertà è l’elemento importante: un bandito scellerato viene rieducato dallo Stato e a quel punto diventa inabile a vivere perché non ha più capacità di scelta tra bene e male.Leggi altro →

“Now, when we talk about a synthetic autobiography, which based on its not-being, on abandonment, on lack, cannot but let itself be drawn by the imaginary of this same reality, it means that Otranto was visited by a story that, including the massacre of the Turks, was and continues to be the cult (culture) of all the other stories that that historical event ousted “. Thus begins Carmelo Bene has narrate his life. Perhaps the only Italian anti-structuralist that I happened to meet. A literary encounter like his with Camus (“the first decisive encounter in my life. Albert Camus. Venice. La Fenice Theater. Exterior-day. ALeggi altro →

The ‘maleddettismo’ (the cursed poets) founded by Edgar Allan Poe and his Revealing Heart will end up in the twentieth century in genre literature, both horror and fantasy. Poe is just an unusual narrator (outside of genre literature) and poet in his The Raven, and contemporary of the poet Rimbaud, a damn violent and always drunk, inserted by Harold Bloom in the western canon. The vein in Italy finds its expression only in Dino Campana, composer of the Orphic songs, symbolic but perhaps overrated Italian curser. The fantastic from Dino Buzzati in the tales and in the Desert of the Tartars and from Italo CalvinoLeggi altro →

Django un film di Quentin Tarantino con molte curiosità segna il ritorno al western nel suo sesto film, nel cast l’italiano Franco Nero. Franco Nero, infatti parla in italiano anche nell’audio originale del film per aizzare due combattenti neri che si stanno massacrando, solo l’inizio di un film multiculturale. A completare il quadro musiche classiche e meno classiche di Tarantino: i classici Ennio Morricone e Jim Croce, ma anche la sorpresa del rapper 2pac. Il film tratta il tema dello schiavismo e, contiene anche un cameo in cui recita, lo stesso regista Quentin Tarantino. Un film su differenti culture, etnie e sulla cultura dello schiavismo. Dall’altro lato il nero Django rappresenta la parte più istintiva e il tedesco Shultz quella più magniloquente e strategica della coppia. Questo aumenta lo spessore del discorso di Tarantino sulle diversità etniche e culturali.Leggi altro →

The love for William Shakespeare and Dostoevsky (from whose subjects he films the Idiot and Bassifondi) make him a cultured director, a lover of theatrical dramaturgy in cinema and the reinterpretation of the classics (in these like Carmelo Bene in Italy), descendant of a family of samurai he devoted himself to cinema and films to samurai themes, such as: Ran (late film inspired by Shakespeare’s King Lear), Rashmon (winner of the Golden Lion) and The Seven Samurai, all set in the feudal period of the Japanese Empire. His way of filming is very traditional, but by loving the samurai, his films are inherently epic (soLeggi altro →

Orson Welles, known for Citizien Kane and War of the Worlds, was the first director to use depth of field as a style. We have already said that the depth of field in cinema corresponds to the psychological excavation of novelists, referring to the essay by Gille Deleuze Image-time. Welles, by profession dramatist in New York and illusionist like George Melies, arrives in the nascent Hollywood with Citizien Kane, whose protagonist is the rise of a journalist, told by several witnesses-points of view as in As I lay dying by Faulkner. This brings to the agenda the debate on the rising power of the pressLeggi altro →

Da Macunaima è tratto l’omonimo film del Novo cinema portoghese diretto da Pedro de Andrade, che rende la babele linguistica dei dialetti e delle razze locali.
Lisbona viene dipinta anche da scrittori stranieri come luogo della saudade: da Antonio Tabucchi (italiano, studioso di Fernando Pessoa) e Pascal Mercier (svizzero) in Treno di notte per Lisbona, romanzo filosofico e melodrammatico da cui è stato tratto l’omonimo mediocre filmLeggi altro →

la mia copia Bur, prefazione di Vittorio Andreoli

Autore di Le notti bianche, da cui il celebre film di Luchino Visconti con Marcello Mastroianni. Autore anche di altre opere monumentali: I demoni, L’idiota, I fratelli Karamazov, sono i più importanti romanzi da cui sono stati tratti film da Akira Kurosawa e più recentemente da Netflix nella serie Castelvania (in questo caso il padre dei Karamazov è un vampiro). Come può non intrattenere una cosa come dei figli che vogliono uccidere il padre e viceversa? (Nel caso di Castelvania il padre è Dracula in persona). Lo dice Dostoevsky stesso nella prefazione ai Fratelli Karamazov: ‘questo è un libro di intrattenimento’.Leggi altro →

la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

Link: https://amzn.to/2OZ07vVVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4 “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. UnLeggi altro →