Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

If the songs of Bob Dylan were read as a long epic novel like the Iliad, there is a translation worthy of the name, and in fact in Italy there is, divided the study of Alessandro Carrera in three volumes: ’69 – ‘ 82, ’61 -’68, ’83 -2012, described to Dylan’s career: Here all the others: https://amzn.to/2PjAPcM But it is Dylan himself, who received the 2016 Nobel Prize, to have mentioned the Odyssey, Moby Dick and Shakepseare in his training books. With the Homeric poems he shares the fact of being written to be sung in itinerant form in several nearby cities (in ancient Greece)Leggi altro →

Se le canzoni di Bob Dylan andassero lette come un lungo romanzo epico come l’Iliade c’è ne sarebbe una traduzione degna di questo nome, e infatti in Italia c’è, diviso dallo studioso Alessandro Carrera in tre volumi: ’69-’82, ’61-’68, ’83-2012, corrispondenti agli anni di carriera di Dylan: Ma è lo stesso Dylan, insignito del premio Nobel 2016, ad aver citato l’Odissea, Moby Dick e Shakepseare nei libri della sua formazione. Con i poemi omerici condivide il fatto di essere scritto per essere cantato in forma itinerante in diverse città vicine (nella Grecia antica) o lontane (nei tour mondiali di Dylan nella grandezza ormai globalizzata diLeggi altro →

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole. Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentatiLeggi altro →

“Ahora, cuando hablamos de una autobiografía sintética, que basada en su no ser, en el abandono, en la falta, no puede dejarse arrastrar por el imaginario de esta misma realidad, significa que Otranto fue visitada por una historia que , incluida la masacre de los turcos, fue y sigue siendo el culto (cultura) de todas las otras historias que derrocó ese evento histórico “. Así comienza Carmelo Bene ha narrado su vida. Quizás el único antiestructuralista italiano con el que me encontré. Un encuentro literario como el suyo con Camus (“el primer encuentro decisivo en mi vida. Albert Camus. Venecia. Teatro La Fenice. Exterior-day. UnaLeggi altro →

“Humor negro, acciones rápidas como el rayo, diálogos apretados y crepitantes, un estilo seco y rápido, como el de un heroico cómic Hemingway”, escribió Italo Calvino sobre la escritura del argentino Oliver Soriano. Descripciones surrealistas, visuales pero precisas, más realistas que el chileno Bolaño. No es casualidad que Soriano también fuera periodista. Ambientes perfectos, pero menos en moldes de yeso de libros realistas estadounidenses (estadounidenses). Es un buen compromiso entre una descripción histórica y sentimental. De hecho, el tema tratado en su novela Triste Solitario y final se presta bien a esto: la atmósfera de Hollywood de la década de 1960 por dos personajes, OllieLeggi altro →

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano. “Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste,Leggi altro →

Due citazioni incredibilmente simili: una dell’italiano (forse l’unico antistrutturalista) Carmelo Bene nella sua autobiografia, l’altra del suo maestro, ma più famoso: Joyce nell’Ulisse. “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise. Otranto. Culla delle storie estromesse. Lutto oltremare.” “Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio CesareLeggi altro →

Cursed poets like Dino Campana we mentioned, Bukowski overseas-naturalized in the United States, the French from Baudelaire to Rimbault. Now we have to extend to the writers and to the cursed ones in general or, as Colin Wilson would say, the Outsiders (here you can see the book on Amazon). For Colin Wilson, in fact, literature is studded with outsiders and is reduced to a personal matter of individual writers. Then Dostoevsky epileptic for the Brothers Karamazov. Dino Campina schizophrenic for the Orphic Songs (Umberto Saba was right about this, he said: “Dino Campana is not a poet, he is just a fool”). Gadda depressedLeggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →

Entrambi per esprimere il concetto di esaurimento delle forme del ‘900 e successiva necessità di rivoluzionarle, esordendo nuovamente (Moresco con Gli Esordi) o addirittura superando qualsiasi forma (Carmelo Bene con Nostra signora dei Turchi) usano il concetto e il termine di ‘esplosione’. ‘Dante ha un debito, confessato del resto, nei confronti di Arnaut Daniel che rimane tuttora il mio poeta-trovatore preferito, nonostante i noiosi gli rinfaccino certa “meccanicità” nei “richiami” da una stanza all’altra, la sua strofa provenzale quanto mai matematica che sconfina nel “virtuosismo” (e non si dovrebbe comunque trascurare che i versi trobadorici si cantavano con accompagnamento di liuti ecc.). Ma il suoLeggi altro →

Abbiamo già parlato della politica di scrittori, anche viventi e attivi (come Antonio Moresco), ma abbiamo sempre voluto sottolineare che questo blog (cioè io) non siamo politicamente schierati da una parte o dall’altra dello schieramento politico attuale perché io stesso non lo sono, e non avendo le idee chiare non mi sembra giusto prendere una parte politica. Questo non ci impedisce di rivendicare l’importanza della cultura, della creatività, base dello sviluppo umano, e del discorso logico-razionale che da’ rilievo alle ‘deduzioni’ e non alle ‘induzioni’ (se un immigrato compie questo reato, tutti i problemi legati a quell’ambito sono causati dall’immigrazione e quindi per risolverli bisognaLeggi altro →

La letteratura giovanile (scritta da giovani) o per ragazzi (scritta per giovani) è spesso sinonimo di qualità, o nel caso di artisti scomparsi prematuramente che hanno lasciato grandi capolavori come il maledetto scrittore e trombettista jazz francese Boris Vian con La schiuma dei giorni; il narratore francese Jean Concteau con I ragazzi terribili, che scrisse dopo aver pianto per la scomparsa del giovane amico Raimond Radiguet (anche lui autore di un capolavoro sulla prima guerra mondiale: Il diavolo in corpo), o il classico Giovane Holden di Salinger. Tutti hanno raccontato una verità parziale della vita a volte, dovuta alla giovane età, non sono romanzi completi,Leggi altro →

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata). Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto. Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’èLeggi altro →

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie. Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da luiLeggi altro →

Si può scrivere solo della propria esperienza di lettura di uno scrittore come se fosse vivo. Secondo Antonio Moresco (autore della trilogia gli Esordi, i Canti del Caos, gli Increati) l’unico modo sarebbe dialogare nel presente da pari a pari, l’unico modo cioè per capire o criticare la letteratura. Così spiega nei suoi Scritti Insurrezionali. Una posizione originale, ma sorgono a questo punto delle domande. Qui i suoi scritti migliori da Amazon: https://amzn.to/2rajWYq. È la stessa teoria del lettore/spettatore estetico che auspicava Carmelo Bene, e prima di lui Nietzsche? Quasi. Entrambi (Carmelo Bene e Antonio Moresco) hanno avuto problemi con i critici e lo stato:Leggi altro →

Chi sono i Turchi non si sa, ma in questo romanzo onirico e nevrastenico accade davvero di tutto. Un moderno Charlot, il protagonista, esteta ma continuamente infortunato, nel paesaggio decadente tra Otranto e Santa Cesarea. Sta in casa ad immaginare, coglie rose, si contraddice, vede apparire delle Sante, ma prodigarsi per loro non serve a niente, lo porta solo a ferirsi. La sua storia è legata a quella dell’imponente Palazzo Moresco, barocco come il linguaggio del protagonista. Il protagonista non si accontenta di tre donne, che gli fanno solo freddo e incapacità di provare piacere: una serva, Flavia; una Santa, Margherita, una vicina di casaLeggi altro →

Il francese Charles Geroge Huysmans ribattezzatosi Joris- Karl Huysmans, in onore delle sue origini olandesi è un scrittore maledetto (ebbe un importante scambio con Mallarmè). Qui un suo famoso libro: https://amzn.to/33JSxuL Per indole era più poeta che romanziere. Seguace inizialmente del naturalismo di Zolà con romanzi come Mathe e le Sorelle Vatard, divenne col tempo un precursore del decadentismo. Il suo romanzo Controcorrente [qui il libro:https://amzn.to/33JSxuL] rivoluzionò le norme romanzesche vigenti inventando una trama kitch, fatta dalla fuga dalla realtà del suo personaggio Des Essenteis (citato anche da Carmelo Bene nel simile romanzo Nostra Signora dei Turchi). Questo romanzo ebbe notevole fortuna fino ai giorniLeggi altro →

Che siate qui per la serie Fargo (al momento disponibile in blu ray su Amazon o su Netflix giappone cambiando il Dsn di Netflix con apposita applicazione) o per il film del 1996 sono comunque entrambi dovuti alla geniale coppia dei fratelli Cohen, i registi del Grande Lebowski (1998), il personaggio che ha generato la filosofia del drughismo, qui il suo vangelo. I prodotti sono molto diversi anche se entrambi ‘da una storia vera’ (così viene detto) e ambientati nella cittadina di Duluth. Un dramma incalzante e coinvolgente perché presenta subito in entrambi i casi (serie e film) il conflitto uomo-donna. Una donna incinta cheLeggi altro →

Dino Buzzati, poeta, narratore, scrittore per l’infanzia (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) è un poliedrico intellettuale milanese che scrisse molti racconti del genere fantastico come Il Colombre, il nome di un leggendario mostro marino centocchi. In realtà Buzzati fu anche un grande giornalista, un assiduo frequentatore di escort e un pittore. I Sessanta racconti, la sua raccolta più completa, nell’edizione Mondadori ritrae proprio un castello di sabbia che è un suo quadro. Il castello nel deserto però rimanda ad un altro suo scritto, un romanzo, il suo più famoso: Il deserto dei Tartari in cui, come in una riedizione di Aspettando Godot diLeggi altro →

Uno degli autori ebraici che ha avuto più successo recentemente in Italia oltre a Singer e al particolare Etgar Keret è Mordecai Richler, autore di La versione di Barney. Questo brontolone Barney ha avuto una vita dissoluta e movimentata e ora si appresa a raccontare la sua versione perché un suo amico sta scrivendo un libro su di lui, e lui deve difendersi dalle accuse e ripristinare la verità. Il libro non è una trovata particolarmente originale, lo stile è credibile e si legge piacevolmente anche se, essendo Barney a narrare in prima persona, è abbastanza prevedibile e non ha variazioni di rilievo nelle oltreLeggi altro →

47 poesie facili ed una difficile, e quella difficile è davvero difficile, in compenso quelle facili paiono delle rime, canzonette popolari. Velimir Chlebnikov, conosciuto per essere il poeta più difficile del mondo perché inseriva segni matematici, numerologia pitagorica e lingue inventate nelle sue poesie; o almeno Paolo Nori, che l’ha tradotto lo definisce come uno dei poeti più geniali di sempre, ma forse non è così. Velimir Chlebnikov è stato un matematico e futurista russo precocemente scomparso che ricorda per certi versi il francese Boris Vian. Paolo Nori intitola un libro I Russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa, ma forse un po’ mattoLeggi altro →

Conosciuto come autore post-moderno è stato un professore univesitario e un critico letterario, sopratutto su Fernando Pessoa, il poeta e scrittore portoghese, personaggio che compare più o meno trasfigurato in quasi ogni suo romanzo a partire da Requiem. Qui Pessoa è un personaggio del libro, un fantasma, apparizione che dovrà materializzarsi a mezzogiorno (invece che a mezzanotte come i veri fantasmi), un inglese che parla in portoghese sempre un po’ indeciso e amante della cucina, come del resto Tabucchi stesso, e lo mostra in molti suoi romanzi. Oltre a Pessoa sono molti i personaggi dell’universo tabucchiano che ritornano scavalcando il singolo romanzo come si trattasseLeggi altro →

Ricordato per i suoi discussi film e per come conduceva la sua omosessualità è citato spesso più come personaggio umano che non come letterato. In realtà ebbe grandi meriti nella codifica del dialetto friulano (Stroligut. Quaderno romanzo). È spesso citato il mistero della sua morte rappresento in molti film, recentemente da Pasolini di Abel Ferrara (il regista maledetto che ha diretto anche Vincent Gallo in Fratelli), e accompagnato da polemiche circa il suo assasinio potenzialmente politico. Qui il nuovo film si Abel Ferrara con Willem Dafoe su Pasolini: https://amzn.to/2PLeCoq Pasolini, oltre che come intellettuale poeta romanziere, si era fatto strada nei nuovi media di massaLeggi altro →

Negli anni in cui George Eastman inventava il cinematografo nel 1885 due protagonisti discussi dell’epoca Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello davano alle stampe i loro capolavori (almeno così ritenuti molti decenni dopo). Il Piacere di D’Annunzio è del 1889 e Il fu Mattia Pascal del 1904. I due nacquero nello stesso decennio e D’annunzio morì due anni prima. Il fascismo non esiteva ancora e D’Annunzio aveva già immaginato un regno ideale di cui poteva essere sovrano, non democratico, ma retto dalla poesia e dall’amore per l’arte antica. Non si sbagliava di molto. Peró non poteva sapere di stare già coltivando un immiaginario di massa cheLeggi altro →

Umberto Eco è un abile traduttore (Dire quasi la stessa cosa), tutt’oggi consultato dagli studenti (Come si fa una tesi di laurea) era un un accademico scopritore della semiotica moderna (Trattato di semiotica generale) divenuto popolare nel mondo per Il nome della rosa, thriller fantastorico. Era anche autore e conduttore di trasmissioni televisive e radiofoniche, sia erudite che comiche (i libri, per es. i due Diari minimi). A mio parere i più interessanti:Qui Lector in Fabula: https://amzn.to/2PFJiHCQui Sulla Letteratura: https://amzn.to/2C2GHzoQui Baudolino: https://amzn.to/34kiroGQui La misteriosa fiamma della regina Loana (ed. luustrata): https://amzn.to/36uk0T4 Era un medievalista e erudito di tutta la storia e le lingue (latina eLeggi altro →

On the web I see the forums with many people talking about the difference between fantasy and science fiction. And apart from horror. They launch into Star Wars plot analysis to show that if something is not credible, or if the special effects “betray” themselves because of the era it would be fantasy. Credibility has nothing to do: the pact with the viewer is that we must believe. The difference is actually very clear: fantasy and fantasy are an invention separated from the world; science fiction is an invention that has links with our way. The difference is all here. In fantasy we could haveLeggi altro →

He tried a long time before imagining a trip to the moon before Kubrick and any spatial plan of the U.S.A., in 1902 the French George Melies with Trip to the Moon. Cinema was born in France. The first director to understand that after the scene of the train of the Lumière brothers the cinema had to go in the direction of the unusual because it was a new technique that created a parallel reality. Melies worked as an actor and illusionist and had the idea of ​​reproducing his illusions in virgin cinema, a new means of communication. He imagined crashing a rocket into theLeggi altro →

Orson Welles, conosciuto per Quarto Potere e La Guerra dei Mondi è stato il primo regista a usare la profondità di campo come uno stile. Abbiamo già detto che la profondità di campo nel cinema corrisponde allo scavo psicologico dei romanzieri, rifacendosi al saggio di Gille Deleuze Immagine-tempo. Welles, di mestiere drammaturgo a New York e illusionista come Melies approda nella nascente Hollywood con Quarto Potere (Citizien Kane), il cui protagonista è l’ascesa di un giornalista, raccontata da più testimoni-punti di vista come in Mentre morivo di Faulkner. Questo porta all’ordine del giorno il dibattito sulla nascente potenza della stampa (e quindi anche del cinema!)Leggi altro →

Poeti maledetti come Dino Campana li abbiamo citati, Bukowski oltreoceano naturalizzato statunitense, i francesi da Baudelaire a Rimbault. Ora dobbiamo estendere ai prosatori e ai maledetti in genere o, come direbbe Colin Wilson, gli Outsider (qui puoi vedere il libro su Amazon). Per Colin Wilson infatti la letteratura è costellata da outsiders e viene ridotta ad una faccenda personale dei singoli scrittori. Quindi Dostoevskij epilettico per I Fratelli Karamazov. Dino Campana schizofrenico per i Canti Orfici (su questo gli dava ragione anche Umberto Saba che diceva: ”Dino Campana non è un poeta, è solo un pazzo”). Gadda depresso nel Pasticciaccio. Sembra trascurare il valore diLeggi altro →

The master of the modern stream of consciousness is Joyce, for whom the flow is paradoxically made from a fragmented and inner syntax, and used in an abstract way. Faulkner uses it in a different way, focusing on external details in a concrete way (the setting is western) in While I was dying and in his other masterpieces.Leggi altro →

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l’altro drammaturgo elisabettiano.Leggi altro →

Il filone in Italia trova sbocco solo in Dino Campana, compositore dei Canti orfici, simbolico ma forse sopravvalutato maledettista italiano. Più recentemente in Alda Merini. Il fantastico da Dino Buzzati nei racconti e nel Deserto dei Tartari e da Italo Calvino almeno nelle Città invisibili e nella Trilogia degli antenati.Leggi altro →

Kubrick, already reader of Nietzsche, ‘discovers’ that man sometimes also wants evil and war is made up of murderers, this seems to lead to a judgment on man: but he denies himself with Clockwork Orange, where freedom is the important element: a wicked bandit is re-educated by the State and at that point he becomes unable to live because he no longer has the capacity to choose between good and evil.Leggi altro →

Kubrick, già lettore di Nietzsche, ‘scopre’ che l’uomo a volte vuole anche il male e la guerra è fatta di assassini, questo sembra portare ad un giudizio sull’uomo: ma si smentisce con Arancia Meccanica, dove la libertà è l’elemento importante: un bandito scellerato viene rieducato dallo Stato e a quel punto diventa inabile a vivere perché non ha più capacità di scelta tra bene e male.Leggi altro →

“Now, when we talk about a synthetic autobiography, which based on its not-being, on abandonment, on lack, cannot but let itself be drawn by the imaginary of this same reality, it means that Otranto was visited by a story that, including the massacre of the Turks, was and continues to be the cult (culture) of all the other stories that that historical event ousted “. Thus begins Carmelo Bene has narrate his life. Perhaps the only Italian anti-structuralist that I happened to meet. A literary encounter like his with Camus (“the first decisive encounter in my life. Albert Camus. Venice. La Fenice Theater. Exterior-day. ALeggi altro →

The ‘maleddettismo’ (the cursed poets) founded by Edgar Allan Poe and his Revealing Heart will end up in the twentieth century in genre literature, both horror and fantasy. Poe is just an unusual narrator (outside of genre literature) and poet in his The Raven, and contemporary of the poet Rimbaud, a damn violent and always drunk, inserted by Harold Bloom in the western canon. The vein in Italy finds its expression only in Dino Campana, composer of the Orphic songs, symbolic but perhaps overrated Italian curser. The fantastic from Dino Buzzati in the tales and in the Desert of the Tartars and from Italo CalvinoLeggi altro →

Django un film di Quentin Tarantino con molte curiosità segna il ritorno al western nel suo sesto film, nel cast l’italiano Franco Nero. Franco Nero, infatti parla in italiano anche nell’audio originale del film per aizzare due combattenti neri che si stanno massacrando, solo l’inizio di un film multiculturale. A completare il quadro musiche classiche e meno classiche di Tarantino: i classici Ennio Morricone e Jim Croce, ma anche la sorpresa del rapper 2pac. Il film tratta il tema dello schiavismo e, contiene anche un cameo in cui recita, lo stesso regista Quentin Tarantino. Un film su differenti culture, etnie e sulla cultura dello schiavismo. Dall’altro lato il nero Django rappresenta la parte più istintiva e il tedesco Shultz quella più magniloquente e strategica della coppia. Questo aumenta lo spessore del discorso di Tarantino sulle diversità etniche e culturali.Leggi altro →

The love for William Shakespeare and Dostoevsky (from whose subjects he films the Idiot and Bassifondi) make him a cultured director, a lover of theatrical dramaturgy in cinema and the reinterpretation of the classics (in these like Carmelo Bene in Italy), descendant of a family of samurai he devoted himself to cinema and films to samurai themes, such as: Ran (late film inspired by Shakespeare’s King Lear), Rashmon (winner of the Golden Lion) and The Seven Samurai, all set in the feudal period of the Japanese Empire. His way of filming is very traditional, but by loving the samurai, his films are inherently epic (soLeggi altro →

Orson Welles, known for Citizien Kane and War of the Worlds, was the first director to use depth of field as a style. We have already said that the depth of field in cinema corresponds to the psychological excavation of novelists, referring to the essay by Gille Deleuze Image-time. Welles, by profession dramatist in New York and illusionist like George Melies, arrives in the nascent Hollywood with Citizien Kane, whose protagonist is the rise of a journalist, told by several witnesses-points of view as in As I lay dying by Faulkner. This brings to the agenda the debate on the rising power of the pressLeggi altro →

Da Macunaima è tratto l’omonimo film del Novo cinema portoghese diretto da Pedro de Andrade, che rende la babele linguistica dei dialetti e delle razze locali.
Lisbona viene dipinta anche da scrittori stranieri come luogo della saudade: da Antonio Tabucchi (italiano, studioso di Fernando Pessoa) e Pascal Mercier (svizzero) in Treno di notte per Lisbona, romanzo filosofico e melodrammatico da cui è stato tratto l’omonimo mediocre filmLeggi altro →

la mia copia Bur, prefazione di Vittorio Andreoli

Autore di Le notti bianche, da cui il celebre film di Luchino Visconti con Marcello Mastroianni. Autore anche di altre opere monumentali: I demoni, L’idiota, I fratelli Karamazov, sono i più importanti romanzi da cui sono stati tratti film da Akira Kurosawa e più recentemente da Netflix nella serie Castelvania (in questo caso il padre dei Karamazov è un vampiro). Come può non intrattenere una cosa come dei figli che vogliono uccidere il padre e viceversa? (Nel caso di Castelvania il padre è Dracula in persona). Lo dice Dostoevsky stesso nella prefazione ai Fratelli Karamazov: ‘questo è un libro di intrattenimento’.Leggi altro →

la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

Link: https://amzn.to/2OZ07vVVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4 “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. UnLeggi altro →