• Tutto quello che hai sempre voluto sapere su esoterismo alchimia letteratura e Carmelo Bene.

  • "La tradizione non è il passato. La tradizione ha a che vedere con il passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente o col futuro. Si situa al di là del tempo. Non si riferisce a ciò che è antico, a ciò che è alle nostre spalle: bensì a ciò che è permanente, a ciò che ci sta "dentro". Non è il contrario dell'innovazione, ma il quadro entro cui debbono compiersi le innovazioni per essere significative e durevoli"
    Allain de Benoist, Tradizioni d'Europa

  • Recensiti in tre lingue libri di 18 paesi, consultabili nell'elenco "per paese".

  • "L'obbiettivo finale è di normare, normalizzare, imporre ovunque il Medesimo. Sbarazzarsi di disparità e differenze. Uniformare i modi d'essere, di parlare, di vivere, di produrre, di amare. Proibire il pensiero autonomo. Indurre ognuno a godere del momento presente senza mai metterlo (e mettersi) in prospettiva. Abituare le persone a vivere in un disagio permanente senza potersi mai interrogare sulle sue cause nè ribellarsi contro coloro che ne sono responsabili. Abituarle a vivere nella miseria spirituale convincendole che è proprio quella miseria a renderle "felici". In poche parole alimentare la rassegnazione." Allain de Benoist, I Demoni del Bene

Trattiamo ora i casi “balenologici” (cioè la scienza delle cose strane) a cui oggi è relegata una parte della vera conoscenza (epistème in greco). Infatti anticamente la distinzione fra mito e scienza (epistème) non aveva senso: erano rami della stessa scienza o conoscenza che dir si voglia chiamata appunto epistéme. Questo significa che quello che noi chiamiamo oggi “mito” per loro era davvero l’origine del mondo, così, quando Platone parla della civiltà di Atlantide nel Timeo (stupendamente raccontata anche dai moderni tra cui Clark Ashton Smith in Atlantide e i mondi perduti o Howard Phillips Lovecraft, ma anche da testi Maya chiamata Atlas) parla diLeggi altro →

Del lado de los pobres no por una estúpida compasión, sino por el gran engaño en el que vivimos Eduardo Galeano intenta reescribir y revisar una historia que ya no se encuentra en Las venas abiertas de América Latina, la de la imposición desde arriba de un ‘anti-tradición evidentemente ni apropiada ni deseada por el ser humano. Las historias se cuentan por la noche, porque en la noche lo sagrado es real, y quién sabe cómo contarlo sabe que el nombre es lo que el nombre nombra. (Ventana de la palabra (II)) Historia no oficial de América Latina: https://amzn.to/3dC3LWr Video de Galeano: https://youtu.be/0npmDIQcqtU“Nada cambiaría siLeggi altro →

Eduardo Galeano mi dà l’occasione per parlare del bene e del male degli intellettuali di sinistra. Eduardo Galeano per chi lo sfrutta e l’ha sfruttato come intellettuale di sinistra – anche si trattasse di sinistra mondiale che non esiste – non è rispettabile nè lui nè quella parte marcia di Galeano. Se c’è. Ma mi riservo di leggere bene tutto quello che ha scritto. Cioè per capire se è dovuto alle traduzioni e presentazioni italiane o no. La parte buona della sinistra che si scorge in Galeano era essere dalla parte del poveri non per stupida compassione, ma per il grande inganno in cui viviamoLeggi altro →

Ecco in atto la continentalizzazione paventata da molti intellettuali del secolo scorso, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni. A questo prelude l’illusorio isolamento nazionale del virus e l’uscita eventuale dall’Europa. Insomma, una nuova Babele linguistica e politica. Se così fosse, se così si dovesse avverare crollerebbero automaticamente tutte le definizioni fin’ora date a Destra e Sinistra, almeno di fronte a questo problema umano e politico. Come fronteggiare questa crisi? La Sinistra tradizionalmente statalista ma anche green e amorevole verso il lontano, il povero, il diverso si troverebbe a giustificare un de-radicamento dal territorio, uno sfruttamento sovranazionale “per il bene di tutti”Leggi altro →

Non c’è solo la grande filosofia o lo sgambetto artistico quando Carmelo Bene disse che aveva superato il codice linguistico italiano, diventando “straniero nella propria lingua”. Non si trattava di puro intellettualismo ma di un grande messaggio di umanità e anche profetico: smettiamola con la divisione delle lingue. Forse capiva che si approssimava una nuova Babele? Una nuova guerra mondiale in una dimensione diversa, animica e non più atomica. Il tempo sembra dargli ragione vista la continentalizzazione del mondo, verso la divisione in macro-regioni a dispetto delle piccole nazioni. La divisione linguistica era separazione con l’Altro, il diverso che abita in noi, laddove non servonoLeggi altro →

Inland Empire. Impero interiore. Gli Esordi di Antonio Moresco sono secondo me l’esplorazione minuziosa delle possibilità interiori, dal monastero da cui il protagonista scappa nella prima parte, denominata Parte del silenzio, fino al lungo viaggio in macchina fino a Slandia, il protagonista in questo sorta di realismo magico, percorre uno spazio concreto, ma in realtà minuziosamente interiore. Quasi scientificamente ogni luce viene vista e poi deformata, ogni personaggio scappa e ritorna, le cose si muovono vorticosamente da destra a sinistra e poi al contrario, i personaggi fanno metamorfosi e cambiano nome. Non si tarda a pensare che sia in realtà un impero della mente. NonLeggi altro →

La fantasia supera la realtà? Questa la domanda sottesa al mio precedente articolo “Differenza tra fantasy e fantascienza” (forse non per caso il più visto in assoluto del blog). Lì illustravo la differenza tecnica fra quei generi letterari che però, vorrei qui spiegare, generi puramente letterari non sono. E’ infatti la letteratura ad essere pura astrazione di un’attività umana da sempre praticata del raccontare e poi a volte dello scrivere. E’ chiaro che se la letteratura è già un’astrazione, figuriamoci la divisione fra generi letterari per questo non ho mai capito bene cosa si intendesse di preciso con la “letteratura di genere”, ma genere diLeggi altro →

Non c’è mai un colore o un umore fuori posto nella poesia di Giorgio Caproni. Fu in una casa rossala Casa Cantoniera.Mi ci trovai una seradi tenebra, e pareva scossala mente da un transitarecontinuo, come il mare. Il passaggio d’Enea, 1955——–> https://amzn.to/2yCo3Au Non credo perché li scegliesse con grande riguardo. Ma ancora una volta trovo la forza per andare avanti a sostenere che separare chimica, fisica, medicina, o letteratura ci ha reso degli idioti. Degli idioti ipermoderni, ma pur sempre degli idioti (si veda per es. la “scienza degli umori” dalla medicina cinese alle raccolte medievali, come ho detto altrove la nostra ultima società tradizionaleLeggi altro →

Video: https://youtu.be/4QmxDoN7540Libri: https://amzn.to/2ObyYWK Continuazione lettura degli Esordi, che avevo paragonato a Lynch.Dopo tesina della maturità sull’allora sconosciuto Moresco ho continuato a leggerlo solo in determinati momenti di crisi, perché Moresco è “crisi”, spaccatura, nel significato di gr. “crisis”, rivolgimento, dionisiaco, opposto ad apollineo, anche se, visti i tempi, ha sempre meno del tradizionale dionisiaco e da “crisis” diventa, nel Canto di D’Arco, sempre più verso il fumettone che ha poco da dire sia stilisticamente che nei contenuti. La sua cifra stilistica è il mantra-ripetizione infinita dello stesso ritmo con effetti appunto mantrici, stranianti e meditativi simili alla lingua del gramelot di Dario Fo, cioè quelloLeggi altro →

Video: https://youtu.be/hQzJf6Vn16ALink libri: https://amzn.to/2VPcxu9 Continuiamo dopo il groviglio labirintico di Borges con gli argentini e le numerose strade che li hanno congiunti all’Italia come il giornalista Osvaldo Soriano e l’ormai culto per Roberto Bolano. E sì, anche questa volta ci sarà pane per arrivare a Pasolini, per cui Wilcock ha interpretato Caifa nel Vangelo. Ci sarà tempo per trovare punti di contatto con Carmelo Bene e indagare un carattere alquanto beniano e celiniano di questo personaggio. Argentino iconoclasta solitario, naturalizzato italiano. Amico di Borges, abbandona l’Argentina a metà degli anni ’50. Nel 1972 scrive “La sinagoga degli iconoclasti” (https://amzn.to/3d2LPEs) “Se non te ne vai subitoLeggi altro →

Nella mia precedente ipotesi non dicevo affatto che gli Atlantidei corrispondessero agli Indoeuropei, dico solo che alcuni dei reperti attribuiti alle ipotesi indoeuropee passano oltre i 10.000 anni quindi possibilmente prima del diluvio. Si può quindi avvicinarli agli Atlantidei semplicemente per avere più informazioni su di loro. Non siamo ancora all’ Età dell’Oro, quella Atlantidea sarebbe l’Età dell’Argento, mentre ora noi siamo nel Karliyuga, l’Età dell’Oro non sarebbero i cosiddetti Atlantidei, ma sarebbero più in alto verso i poli, cosiddetti Iperborei, chissà se umani o quanto simili a noi, sono rappresentati come esseri di luce, la loro esistenza storica è solo ipotizzabile sulla base dellaLeggi altro →

Nostra signora dei Turchi: che Archetipo immaginava Carmelo Bene? Carmelo Bene e il soggiacente mito polare. Carmelo Bene e il Re del mondo di René Guénon.
Iperborei, indoeuropei, età dell’oro ipotesi accademiche (linguistiche) e cosa non hanno trovato.Leggi altro →

Ecco il diktakt moderno: potete pensare quello che volete purchè pensiate quello che vogliamo noi. Smartworking e altre cazzate simile indegne dell’essere umano, purtroppo troppo stregato dalla paura di sopravvivere per poter pensare e accorgersi di chi ha imposto un sistema di lavoro schiavistico innaturale unicamente per guadagnarci (ma nella foga neanche questa elementare realtà si riesce a vedere).Continuano a dire che sia sempre stato così: no, non è mai stato così, la gente dovrà accorgersene presto o tardi prima del baratro. La differenza tra i porci moderni e i porci antichi è che i moderni sono proprio bestie in mano, con il ricatto delLeggi altro →

Le perle ai porci: ecco perché nelle dittature conviene non parlare, rovesciare il sistema sì, ma dare le perle ai porci no. Il dialogo pubblico e anche l’educazione universitaria purtroppo sono propaganda e indottrinamento quasi a tutti i livelli… si arriverà ad un punto di rottura… io credo, e spero… Purtroppo la gente parla ma pochi verificano, e nessuno è più esperto di nulla (vabbè ora sono tutti virologi), una volta il singolo individuo sapeva fare molte cose, adesso la gente sa produrre soldi, ma non sa né pensare ma neanche per dire costruire un muro o riparare una tv (pur oggetto di uso comune).Leggi altro →

Questo intende René Guénon quando dice “sincretismo” non una mescolanza indifferenziata all’Occidentale (vedi “Oriente e Occidente” di G.): l’importanza della tradizionalità di una via iniziatica per essere valida, cioè che deve essere trasmessa ab origine e per una linea di discendenza legata ad un territorio. Con “sincretismo” indica che il “non-umano” alla base di tutte le scienze tradizionali ha il principio ordinatore comune; le loro espressioni contingenti sono adattate a quella razza, civiltà o cultura particolare, quindi accidentali. In questo modo un’eventuale via iniziatica di Carmelo Bene probabilmente non sarebbe con tutti i crismi “tradizionale”, ma ne parleremo più avanti. Intanto si può fare pocoLeggi altro →

La storia è narrata da un invisibile (per gran parte del romanzo) ultimo capostipite della genìa Buendia.I segreti non si possono comunicare, non già perché non si vuole e perché sono segreti, ma anche perché sono proprio in quella parte incomunicabili. Lì dove falliscono a comunicarli molte filosofie, si avvicinano di più racconti e letteratura, oppure misticismo ed esoterismo.E’ il caso di Cent’anni di solitudine, che pur prendendo in giro l’esoterismo del protagonista Jose Arcano Buendia coi suoi alambicchi nello sperduto villaggio di Macondo, affonda una lancia alla scienza moderna, e spezza una lancia a favore del buon senso familiare (in questo un po’ bigotto)Leggi altro →

La gabbia… La gabbia… Ma che dico Kafka con l’imperscrutabilità del Signore del Castello? Kafka si sveglia scarafaggio e la gabbia allora sarebbe anche un lusso… Ma la gabbia è da secoli tangibile. O più semplicemente e vicino a noi il film Fargo (1996), da cui poi la famosa serie tv, dei Fratelli Cohen dove il povero individuo (il protagonista) si ritrova intrappolato in un’america liberale, schiacciato tra tutti i poteri meno il suo (svuotato): i poteri economici della generazione precedente (il suocero). Ma ce ne anche per la donna, inebetita, accusata di ricattare l’uomo con la gravidanza e portata via da rapitori assoldati dalLeggi altro →

E’ chiaro che se: apri tv, facebook, google, youtube c’è il segno del coronavirus non hai scampo, ci hanno messo quasi cinquant’anni a mettere su questa impalcatura, adesso funziona per loro. Alcuni esempi: l’account che segui obbligatoriamente su Instagram denominato “Io sto a casa”; il doodle odierno di google di tipo terroriristico (andate a vederlo), le mosse fake di facebook. Conte annuncia le sue cose con diretta Facebook decide sulla nostra nazione, basterebbe spegnere il pc e mandare a casa Rocco Casalino per liberarci di questi impostori. E sì perché i discorsi di Conte su facebook sono scritti dal premiato sceneggiatore del programma “Grande Fratello”Leggi altro →

Chi non sente nostalgia del volo, o come diceva Melville nostalgia dell’acqua, questi archetipi collettivi sono troppo diffusi per essere una stupida pubblicità televisiva (che pure ci entra nel cervello), questi archetipi sono da sempre nell’uomo, nella sua ipofisi a forma di cavalluccio marino, nella nostalgia dei padri che venivano dal mare, per alcuni i pelasgi, ebbene è così, o meglio quasi così… Creare insomma un quadro di verità, un disegno che va definendosi pian piano sempre più preciso. Seguite il mio canale lì ne ho parlato.Leggi altro →

Non è il miglior conduttore, lo precedono argento e rame, ma è molto simile a questi con la differenza che questi si ossidano mentre l’oro non può ossidarsi. Oro era in alchimia (ciò da cui nasce la scienza successivamente) l’oro filosofico, il compimento della Grande opera. Per intuizione si intende quella capacità opposta all’intelletto e simile all’esperienza che compete la parte destra del nostro cervello, connessa alla meglio conosciuta “creatività”. Come detto nei video sul canale l’oro è altamente dannoso per la salute, mentre il mercurio e l’argento veniva assunto, conosciuto come argento colloidale. Con le dovute precauzioni e i possibili rischi per la saluteLeggi altro →

Recente dibattito sul senso di un’Europa che ci domina, ma non ci aiuta, un senso che già negli anni ’90 gli intellettuali, tra cui Carmelo Bene (qui il video), percepivano, finché non siamo entrati anche nell’Euro; Diego Fusaro svela in un video cosa ci fa l’Europa in questi giorni: https://www.youtube.com/watch?v=euk3vz_JcJ0&t=316s Infatti i cosiddetti stati canaglia (Cuba, Cina, Venezuela) ci danno oggi aiuti, mentre gli Stati Uniti dispiegano truppe “difensive”, dominandoci senza neanche far finta di aiutarci, intanto l’Europa con le dichiarazioni di Lagarde ha affossato esattamente la borsa rimarcando che non verremo da loro aiutati, ma che la presidente penserà alla salute della Germania. ForseLeggi altro →

I risvegliati… Ma chi sono, aimè, i risvegliati. Chi può dire di avere consapevolezza?Si può dire di avere consapevolezza di questa o quell’altra cosa: le dinamiche servo padrone, viviamo in un mondo un po’ strano e ad alcuni finché possono per loro fortuna permetterselo piace vederlo più semplice; la natura intendiamoci è semplice nella sua complessità; l’uomo la manipola, da sempre anche dopo tre minuti dal suo apparire sulla terra, l’uomo ha sempre manipolato la terra e la realtà, tanto che si può dire che ciascuno in qualche modo si crea la sua realtà, e i più consapevoli, quando non votati al bene possono imporreLeggi altro →

foto sulla mia scrivania di libri tra cui Contro il cinema, minimum fax, 2017, di Carmelo Bene

Link: https://amzn.to/2T9QsW1Video: https://youtu.be/F_osbpsI9LY Diceva: “In pittura esiste l’astrattismo di Kandinskji, un cinema astratto non se lo è ancora pensato nessuno”. Di solito gli artisti subiscono il fascino di questi movimenti epocali e, se il filosofo le fa sue, l’artista le personifica e ne rende ancor più vitalisticamente le lacerazioni: fu il caso dello, scambiato per polemico, Carmelo Bene, nella sua iconoclastia in cui il cinema doveva essere come un’opera astratta che evocasse più che rappresentare, idee o concetti nello spettatore, come Gille Deleuze teorizzava in L’immagine movimento. Ma sopratutto i due non si conoscevano e Bene queste teorie le metteva nella pratica nei suoi filmLeggi altro →

Video: https://youtu.be/mwMKhN_eMtI Link: https://amzn.to/2ST6hAr Cos’è quella sottile linea che unisce Osvaldo Soriano e Oreste del Buono e Luciano De Crescenzo, forse un’epoca, una filosofia di vita, una cultura? Il giornalismo di una volta, intriso di filosofia, la letteratura d’altra parte scherzosa era seria; oggi la letteratura seria fa ridere e quella che fa ridere mette tristezza? De Crescenzo ridendo e scherzando ha scritto la storia della filosofia di tutto l’arco umano dai greci ad oggi (le sue Storie della filosofia e Socrate e compagnia bella metà saggi e romanzi-lettere personali). Di certo un genere, come quello pulp, da film retrò in bianco e nero nasceLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SiOand (really good for learning tarot cards) Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo According to Uspensky, the problem of truth corresponds to the difficulty of communicating it, and even before accessing it. There are groups that man can access, but only in particular moments of life, with the help of internal or external forces. The truth is therefore in everyone (and in everything) at different levels of concentration, through the concentric shells of the various planets. Uspensky does nothing but report the oral thought of his Russian master Gurdijeff. The connections of the Russian vagabond are with Kabbalah, Astrology and Pythagoreanism, just to mention something. Everything is connected:Leggi altro →

Link: https://amzn.to/2SiOand (davvero valido per imparare i tarocchi)Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo Secondo Uspenskij il problema della verità corrisponde alla difficoltà di comunicarla, e prima ancora di accedervi. Ci sono dei gironi a cui l’uomo può accedere, ma solo in momenti particolari della vita, con l’aiuto di forze interiori o esterne. La verità è quindi in ognuno (e in ogni cosa) a diversi livelli di concentrazione, attraverso i gusci concentrici dei vari pianeti. Uspenskij non fa altro che riportare il pensiero orale del suo maestro russo Gurdijeff. I collegamenti del vagabondo russo sono con la Cabala, l’Astrologia e il Pitagorismo, solo per citare qualcosa. Tutto è collegato: l’AdamLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo Las palabras son símbolos, ¿cuál es su significado simbólico? Aleph es la primera letra del alfabeto hebreo y el título de la primera colección de cuentos de 1959 (el mismo año del comienzo del difunto Carmelo Bene) del argentino Jorge Luis Borges (he tratado mucho la literatura en portugués, pero en Solo español Osvaldo Soriano y Roberto Bolano). Además de Argentina, Futbol produce un Borges bíblico, un experto en cabalismo y sobre todo capaz de soñar con el inconsciente que Jung había rastreado anteriormente en su manual, escrito por sus estudiantes, el Hombre y sus símbolos. El propio Jung tuvo sueñosLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/JFTxwB40kvo Words are symbols, what is their symbolic meaning? Aleph is the first letter of the Hebrew alphabet and the title of the first collection of short stories of 1959 (the same year of the beginning of the late Carmelo Bene) of the Argentine Jorge Luis Borges (I have dealt a lot with the literature in Portuguese, but in Spanish only Osvaldo Soriano and Roberto Bolano). Apart from Argentina, Futbol churns out a biblical Borges, an expert on cabalism and above all capable of dreaming of the unconscious that Jung had previously traced in his manual, written by his students, Man andLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2SuUve1 Video: https://youtu.be/mXKA1gnFdmc Le parole sono simboli, qual è il loro significato simbolico? Aleph è la prima lettera dell’alfabeto ebraico ed il titolo della prima raccolta di racconti del ’59 (stesso anno di esordio del fu Carmelo Bene) dell’argentino Jorge Luis Borges (io ho trattato molto la letteratura in lingua portoghese, ma in lingua spagnola solo Osvaldo Soriano e Roberto Bolano). Futbol a parte l’Argentina sforna un Borges biblista, esperto di cabala e sopratutto capace di sognare l’incoscio che Jung poco prima aveva tracciato nel suo manuale, scritto dai suoi allievi, L’uomo e i suoi simboli. Jung stesso faceva sogni molto strani e particolari,Leggi altro →

A book that would probably leave a gash inside someone in every age. Albert Camus’ Stranger. I had already talked about the Plague in my previous blog and I will talk about Caligola, a theatrical work to which Camus freely gave the rights of a young man never seen Carmelo Bene, favoring his ascent, when in 1959 we had not suspended performances in Italy. A book that has fostered many reflections, many implicit in Camus’ well thought out story, other explicit, but expressed in no more than one line by Camus which in the Stranger is synthetic and goes straight to the point. By nowLeggi altro →

Link: https://amzn.to/38YETWL Video: https://youtu.be/uJf08x7YUo8 Un libro che probabilmente in ogni epoca lascerebbe uno squarcio dentro a qualcuno. Lo straniero di Albert Camus. Avevo già parlato della Peste nel mio blog precedente e parlerò del Caligola, opera teatrale a cui Camus diede gratuitamente i diritti a un giovane mai esordito Carmelo Bene, favorendone l’ascesa, quando nel ’59 ne aveva sospese le rappresentazioni in Italia. Un libro che mi ha favorito molte riflessioni, molte implicite nel racconto ben congegnato di Camus altre esplicite, ma espresse in non più di una riga da Camus che nello Straniero è sintetico e va dritto al punto.Ormai persino i meme raccontanoLeggi altro →

Link: https://amzn.to/2Vi4INR Video: https://youtu.be/v3Au-uO-67c Il fenomeno Carmelo Bene si arrichisce quasi ogni mese ed esponenzialmente in popolarità. Se youtubers con centinaia di migliaia di iscritti si accapigiano e si dissano sul significato di questa o quella frase delche Maestro, si può ben dire che abbiamo un “fenomeno”. (Bene stesso disse:”O muori giovane o diventi un maestro”, lui non andava dietro all’umiltà) La pagina Facebook “Centro studi Carmelo Bene” o le più facete “Carmelo Bene e Bolsonaro” stanno lì per informare che Bene (come lui stesso aveva detto) non era un semplice teatrante, ma si trovava in vita accidentalmente nel teatro solo per esprimere un’arte, un’Leggi altro →

E’ la storia di uno sbirro morto che attraverso “metafisici” paesaggi notturni (in realtà abbastanza già visti al cinema, niente di “visionariamente originale”) indaga sul perché i bambini della città dei morti hanno iniziato a cantare. Non scoprirà mai il vero motivo, ma quello che conta è il viaggio. Una prima origine del canto dei bambini è che piangono e accolgono la morte dei bambini che passano dalla città dei vivi e arrivano nella loro città dei morti. Le spiegazioni non si spingono oltre questi termini. Nel complesso il libro è di facile lettura e stimola qualche riflessione profonda qua e là anche se èLeggi altro →

We must think of a Dutch Tabucchi. It’s not easy. But also Cees Nooteboom [pron. Keis Notebom] is a journalist, traveler and lover of the places where he arrives. Like Tabucchi (and Camus) a perennial foreigner (estranged) who feels his foreign places more than those of his homeland. In fact, while Tabucchi died in his adopted homeland Lisbon, Nooteboom has currently moved to the island of Menorca, where he contemplates nature, the memories of his life (sent as a journalist, he has witnessed historical events such as the Second World War, the French May in 1968 and the fall of the Berlin Wall in 1989)Leggi altro →

Bisogna pensare ad un Tabucchi nederlandese. Non è facile. Ma anche Cees Nooteboom [pron. Keis Notebom] è un giornalista, viaggiatore e amante dei luoghi dove arriva. Come Tabucchi (e Camus) un perenne straniero (estraniato) che sente suoi più i luoghi esteri che quelli della sua patria. Infatti mentre Tabucchi è morto nella sua patria d’adozione Lisbona, Nooteboom si è trasferito attualmente nell’isola di Minorca, dove contempla la natura, i ricordi della propria vita (inviato come giornalista ha assistito ad eventi storici come la Seconda guerra mondiale, il maggio francese nel ’68 e la caduta del muro di Berlino nell’ ’89) e gli stimoli letterari, cheLeggi altro →

Mai visto un libro più variegato, monotono, originale, banale, di valore, insignificante. Un libro che ha scatenato in me contraddizioni. L’esordio di un grande scrittore, come viene definito. Ma chi lo ha definito come tale?Antonio Moresco per molto tempo non ha ricevuto proposte di pubblicazione ma rifiuti (lo scrittore stesso parlava dei meccanismi editoriali in un suo altro libro Lettere a Nessuno). Questo romanzo ha una trama relativamente semplice e che decolla dopo le prime 150 pagine, al capitolo dell’ “Incendio”. Da quel punto il libro continua ad essere molto particolareggiato, ma avvince per le sue tematiche e i suoi continui cambiamenti. La trama èLeggi altro →

Antonio Moresco il più grande scrittore vivente, affermazione vera, sicuramente in senso tecnico: i suoi libri si articolano in trilogie in cui ogni puntata oltre ad essere voluminosa rappresenta, nelle intenzioni dell’autore, una tappa fondamentale della sua vita. Non si tratta quindi di seguire un racconto o una storia (i suoi libri possiedono delle trame semplici ma molto diluite in migliaia di pagine): i movimenti che i suoi romanzi propongono sono molto più lenti e fondamentali (non a caso parla dei suoi romanzi come parti di massa che si staccano lentamente da se e poi si moltiplicano): L’increato corrisponde alla fase della sua vita inLeggi altro →

If the songs of Bob Dylan were read as a long epic novel like the Iliad, there is a translation worthy of the name, and in fact in Italy there is, divided the study of Alessandro Carrera in three volumes: ’69 – ‘ 82, ’61 -’68, ’83 -2012, described to Dylan’s career: Here all the others: https://amzn.to/2PjAPcM But it is Dylan himself, who received the 2016 Nobel Prize, to have mentioned the Odyssey, Moby Dick and Shakepseare in his training books. With the Homeric poems he shares the fact of being written to be sung in itinerant form in several nearby cities (in ancient Greece)Leggi altro →

Se le canzoni di Bob Dylan andassero lette come un lungo romanzo epico come l’Iliade c’è ne sarebbe una traduzione degna di questo nome, e infatti in Italia c’è, diviso dallo studioso Alessandro Carrera in tre volumi: ’69-’82, ’61-’68, ’83-2012, corrispondenti agli anni di carriera di Dylan: Ma è lo stesso Dylan, insignito del premio Nobel 2016, ad aver citato l’Odissea, Moby Dick e Shakepseare nei libri della sua formazione. Con i poemi omerici condivide il fatto di essere scritto per essere cantato in forma itinerante in diverse città vicine (nella Grecia antica) o lontane (nei tour mondiali di Dylan nella grandezza ormai globalizzata diLeggi altro →

Questi sono i libri che devono vincere Lo Strega. Il famoso premio che ormai è vinto da libri più simbolici che non opere letterarie. Sono meritate le ultime due vittorie: La scuola Cattolica di Albinati e Il figlio del secolo, Mussolini di Antonio Scurati, di cui vorrei dire due parole. Non si tratta certo di un capolavoro letterario (e per questo ha vinto lo Strega), ma si tratta di una ricostruzione storica in forma di romanzo libero in cui Mussolini parla in prima persona ed è protagonista assoluto di tutta la vicenda (storica). Ovviamente i suoi flussi di coscienza, numerosi nel libro, non sono documentatiLeggi altro →

“Ahora, cuando hablamos de una autobiografía sintética, que basada en su no ser, en el abandono, en la falta, no puede dejarse arrastrar por el imaginario de esta misma realidad, significa que Otranto fue visitada por una historia que , incluida la masacre de los turcos, fue y sigue siendo el culto (cultura) de todas las otras historias que derrocó ese evento histórico “. Así comienza Carmelo Bene ha narrado su vida. Quizás el único antiestructuralista italiano con el que me encontré. Un encuentro literario como el suyo con Camus (“el primer encuentro decisivo en mi vida. Albert Camus. Venecia. Teatro La Fenice. Exterior-day. UnaLeggi altro →

“Humor negro, acciones rápidas como el rayo, diálogos apretados y crepitantes, un estilo seco y rápido, como el de un heroico cómic Hemingway”, escribió Italo Calvino sobre la escritura del argentino Oliver Soriano. Descripciones surrealistas, visuales pero precisas, más realistas que el chileno Bolaño. No es casualidad que Soriano también fuera periodista. Ambientes perfectos, pero menos en moldes de yeso de libros realistas estadounidenses (estadounidenses). Es un buen compromiso entre una descripción histórica y sentimental. De hecho, el tema tratado en su novela Triste Solitario y final se presta bien a esto: la atmósfera de Hollywood de la década de 1960 por dos personajes, OllieLeggi altro →

“Humour nero, azioni fulminee, dialoghi serrati e scoppiettanti, uno stile secco e rapido, come quello di un Hemingway eroicomico”, scriveva Italo Calvino a proposito della scrittura dell’argentino Oliver Soriano. “Si toccò la faccia. Un paesaggio vasto e desolato lo assorbiva. I suoi occhi affioravano in mezzo a quel deserto e non riuscivano a vedere altro che il negro e le sue ali da vampiro. Marlowe si sentì immobile, teso, selvaggio, terribile, ma inutile. Soriano gil si avvicinò. Lo vide abbandonarsi nell’erba, in mutande anche se con la giacca indosso. -Salve, amico, – disse il detective con la voce impastata; – sono ancora vivo”. (da Triste,Leggi altro →

Due citazioni incredibilmente simili: una dell’italiano (forse l’unico antistrutturalista) Carmelo Bene nella sua autobiografia, l’altra del suo maestro, ma più famoso: Joyce nell’Ulisse. “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise. Otranto. Culla delle storie estromesse. Lutto oltremare.” “Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio CesareLeggi altro →

Cursed poets like Dino Campana we mentioned, Bukowski overseas-naturalized in the United States, the French from Baudelaire to Rimbault. Now we have to extend to the writers and to the cursed ones in general or, as Colin Wilson would say, the Outsiders (here you can see the book on Amazon). For Colin Wilson, in fact, literature is studded with outsiders and is reduced to a personal matter of individual writers. Then Dostoevsky epileptic for the Brothers Karamazov. Dino Campina schizophrenic for the Orphic Songs (Umberto Saba was right about this, he said: “Dino Campana is not a poet, he is just a fool”). Gadda depressedLeggi altro →

Link: https://amzn.to/3bNLMfCVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf6QlsBXuHD7EdukZaZAicKL Leggere l‘Iliade partendo da quello che ne pensa il nostro contemporeneo scrittore Antonio Moresco nello Sbrego significa leggere una gemma presa da chissà dove, nata in effetti chissà quando (nonostante le numerose ipotesi); significa leggere qualcosa di antico, ma nello stesso tempo che potrebbe essere stato scritto ieri. Questo poema è più moderno e aperto (nonostante le stridule letture di chiunque, e a scuola, che si porta dietro) di qualsiasi poema cristiano. Un poema pagano e nello stesso tempo religioso. Nella sua grandezza gli uomini sono sotto gli dei i quali però sono assenti. Quindi l’uomo non è sotto un dio, maLeggi altro →

Entrambi per esprimere il concetto di esaurimento delle forme del ‘900 e successiva necessità di rivoluzionarle, esordendo nuovamente (Moresco con Gli Esordi) o addirittura superando qualsiasi forma (Carmelo Bene con Nostra signora dei Turchi) usano il concetto e il termine di ‘esplosione’. ‘Dante ha un debito, confessato del resto, nei confronti di Arnaut Daniel che rimane tuttora il mio poeta-trovatore preferito, nonostante i noiosi gli rinfaccino certa “meccanicità” nei “richiami” da una stanza all’altra, la sua strofa provenzale quanto mai matematica che sconfina nel “virtuosismo” (e non si dovrebbe comunque trascurare che i versi trobadorici si cantavano con accompagnamento di liuti ecc.). Ma il suoLeggi altro →

Abbiamo già parlato della politica di scrittori, anche viventi e attivi (come Antonio Moresco), ma abbiamo sempre voluto sottolineare che questo blog (cioè io) non siamo politicamente schierati da una parte o dall’altra dello schieramento politico attuale perché io stesso non lo sono, e non avendo le idee chiare non mi sembra giusto prendere una parte politica. Questo non ci impedisce di rivendicare l’importanza della cultura, della creatività, base dello sviluppo umano, e del discorso logico-razionale che da’ rilievo alle ‘deduzioni’ e non alle ‘induzioni’ (se un immigrato compie questo reato, tutti i problemi legati a quell’ambito sono causati dall’immigrazione e quindi per risolverli bisognaLeggi altro →

La letteratura giovanile (scritta da giovani) o per ragazzi (scritta per giovani) è spesso sinonimo di qualità, o nel caso di artisti scomparsi prematuramente che hanno lasciato grandi capolavori come il maledetto scrittore e trombettista jazz francese Boris Vian con La schiuma dei giorni; il narratore francese Jean Concteau con I ragazzi terribili, che scrisse dopo aver pianto per la scomparsa del giovane amico Raimond Radiguet (anche lui autore di un capolavoro sulla prima guerra mondiale: Il diavolo in corpo), o il classico Giovane Holden di Salinger. Tutti hanno raccontato una verità parziale della vita a volte, dovuta alla giovane età, non sono romanzi completi,Leggi altro →

Da Lo sbrego all’intervendo sulla sua rivista Il primo amore, Antonio Moresco testimonia il legame ancora presente tra estetica e politica (non necessariamente nella definizione di letteratura impegnata). Moresco, nei suoi scritti, si professa infatti ignorante di letteratura (anche se attento lettore) e nei suoi romanzi (la trilogia dell‘Increato con Esordi, Canti del caos, e gli Increati) torna indietro in una premodernità ricca di visioni, apparizioni, epifanie e originalità, pur nel senso di un fallimento, ma esordio e apertura costante allo sconosciuto. Lo sconosciuto è per Moresco un esordio continuo, perché apre le porte a delle vere scoperte di qualcosa di nuovo. In questo c’èLeggi altro →

In Moresco rispetto a Bene c’è tutta la parte ecologica e terzomondista non presente in Bene che giunge a far parlare Moresco nel primo n. della rivista Il Primo Amore di coscienza di specie. Il tema entra prepotentemente nella cultura attuale di massa sul cambiamento climatico: siamo nell’antropocene (termine inaugurato da Antonio Stoppani) e l’uomo sta ‘distruggendo’ l’unico pianeta in cui finora può vivere. Se Bene eludeva in ogni modo qualsiasi tema politico per restare in quello intimo e privato (‘privato anche del privato’) Moresco è consapevole e consenziente (anzi, è forse il suo obbiettivo ultimo) entrare in un discorso politico (attività/mestiere tentato da luiLeggi altro →

Si può scrivere solo della propria esperienza di lettura di uno scrittore come se fosse vivo. Secondo Antonio Moresco (autore della trilogia gli Esordi, i Canti del Caos, gli Increati) l’unico modo sarebbe dialogare nel presente da pari a pari, l’unico modo cioè per capire o criticare la letteratura. Così spiega nei suoi Scritti Insurrezionali. Una posizione originale, ma sorgono a questo punto delle domande. Qui i suoi scritti migliori da Amazon: https://amzn.to/2rajWYq. È la stessa teoria del lettore/spettatore estetico che auspicava Carmelo Bene, e prima di lui Nietzsche? Quasi. Entrambi (Carmelo Bene e Antonio Moresco) hanno avuto problemi con i critici e lo stato:Leggi altro →

Chi sono i Turchi non si sa, ma in questo romanzo onirico e nevrastenico accade davvero di tutto. Un moderno Charlot, il protagonista, esteta ma continuamente infortunato, nel paesaggio decadente tra Otranto e Santa Cesarea. Sta in casa ad immaginare, coglie rose, si contraddice, vede apparire delle Sante, ma prodigarsi per loro non serve a niente, lo porta solo a ferirsi. La sua storia è legata a quella dell’imponente Palazzo Moresco, barocco come il linguaggio del protagonista. Il protagonista non si accontenta di tre donne, che gli fanno solo freddo e incapacità di provare piacere: una serva, Flavia; una Santa, Margherita, una vicina di casaLeggi altro →

Il francese Charles Geroge Huysmans ribattezzatosi Joris- Karl Huysmans, in onore delle sue origini olandesi è un scrittore maledetto (ebbe un importante scambio con Mallarmè). Qui un suo famoso libro: https://amzn.to/33JSxuL Per indole era più poeta che romanziere. Seguace inizialmente del naturalismo di Zolà con romanzi come Mathe e le Sorelle Vatard, divenne col tempo un precursore del decadentismo. Il suo romanzo Controcorrente [qui il libro:https://amzn.to/33JSxuL] rivoluzionò le norme romanzesche vigenti inventando una trama kitch, fatta dalla fuga dalla realtà del suo personaggio Des Essenteis (citato anche da Carmelo Bene nel simile romanzo Nostra Signora dei Turchi). Questo romanzo ebbe notevole fortuna fino ai giorniLeggi altro →

Che siate qui per la serie Fargo (al momento disponibile in blu ray su Amazon o su Netflix giappone cambiando il Dsn di Netflix con apposita applicazione) o per il film del 1996 sono comunque entrambi dovuti alla geniale coppia dei fratelli Cohen, i registi del Grande Lebowski (1998), il personaggio che ha generato la filosofia del drughismo, qui il suo vangelo. I prodotti sono molto diversi anche se entrambi ‘da una storia vera’ (così viene detto) e ambientati nella cittadina di Duluth. Un dramma incalzante e coinvolgente perché presenta subito in entrambi i casi (serie e film) il conflitto uomo-donna. Una donna incinta cheLeggi altro →

Dino Buzzati, poeta, narratore, scrittore per l’infanzia (La famosa invasione degli orsi in Sicilia) è un poliedrico intellettuale milanese che scrisse molti racconti del genere fantastico come Il Colombre, il nome di un leggendario mostro marino centocchi. In realtà Buzzati fu anche un grande giornalista, un assiduo frequentatore di escort e un pittore. I Sessanta racconti, la sua raccolta più completa, nell’edizione Mondadori ritrae proprio un castello di sabbia che è un suo quadro. Il castello nel deserto però rimanda ad un altro suo scritto, un romanzo, il suo più famoso: Il deserto dei Tartari in cui, come in una riedizione di Aspettando Godot diLeggi altro →

Uno degli autori ebraici che ha avuto più successo recentemente in Italia oltre a Singer e al particolare Etgar Keret è Mordecai Richler, autore di La versione di Barney. Questo brontolone Barney ha avuto una vita dissoluta e movimentata e ora si appresa a raccontare la sua versione perché un suo amico sta scrivendo un libro su di lui, e lui deve difendersi dalle accuse e ripristinare la verità. Il libro non è una trovata particolarmente originale, lo stile è credibile e si legge piacevolmente anche se, essendo Barney a narrare in prima persona, è abbastanza prevedibile e non ha variazioni di rilievo nelle oltreLeggi altro →

47 poesie facili ed una difficile, e quella difficile è davvero difficile, in compenso quelle facili paiono delle rime, canzonette popolari. Velimir Chlebnikov, conosciuto per essere il poeta più difficile del mondo perché inseriva segni matematici, numerologia pitagorica e lingue inventate nelle sue poesie; o almeno Paolo Nori, che l’ha tradotto lo definisce come uno dei poeti più geniali di sempre, ma forse non è così. Velimir Chlebnikov è stato un matematico e futurista russo precocemente scomparso che ricorda per certi versi il francese Boris Vian. Paolo Nori intitola un libro I Russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa, ma forse un po’ mattoLeggi altro →

Conosciuto come autore post-moderno è stato un professore univesitario e un critico letterario, sopratutto su Fernando Pessoa, il poeta e scrittore portoghese, personaggio che compare più o meno trasfigurato in quasi ogni suo romanzo a partire da Requiem. Qui Pessoa è un personaggio del libro, un fantasma, apparizione che dovrà materializzarsi a mezzogiorno (invece che a mezzanotte come i veri fantasmi), un inglese che parla in portoghese sempre un po’ indeciso e amante della cucina, come del resto Tabucchi stesso, e lo mostra in molti suoi romanzi. Oltre a Pessoa sono molti i personaggi dell’universo tabucchiano che ritornano scavalcando il singolo romanzo come si trattasseLeggi altro →

Ricordato per i suoi discussi film e per come conduceva la sua omosessualità è citato spesso più come personaggio umano che non come letterato. In realtà ebbe grandi meriti nella codifica del dialetto friulano (Stroligut. Quaderno romanzo). È spesso citato il mistero della sua morte rappresento in molti film, recentemente da Pasolini di Abel Ferrara (il regista maledetto che ha diretto anche Vincent Gallo in Fratelli), e accompagnato da polemiche circa il suo assasinio potenzialmente politico. Qui il nuovo film si Abel Ferrara con Willem Dafoe su Pasolini: https://amzn.to/2PLeCoq Pasolini, oltre che come intellettuale poeta romanziere, si era fatto strada nei nuovi media di massaLeggi altro →

Negli anni in cui George Eastman inventava il cinematografo nel 1885 due protagonisti discussi dell’epoca Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello davano alle stampe i loro capolavori (almeno così ritenuti molti decenni dopo). Il Piacere di D’Annunzio è del 1889 e Il fu Mattia Pascal del 1904. I due nacquero nello stesso decennio e D’annunzio morì due anni prima. Il fascismo non esiteva ancora e D’Annunzio aveva già immaginato un regno ideale di cui poteva essere sovrano, non democratico, ma retto dalla poesia e dall’amore per l’arte antica. Non si sbagliava di molto. Peró non poteva sapere di stare già coltivando un immiaginario di massa cheLeggi altro →

Umberto Eco è un abile traduttore (Dire quasi la stessa cosa), tutt’oggi consultato dagli studenti (Come si fa una tesi di laurea) era un un accademico scopritore della semiotica moderna (Trattato di semiotica generale) divenuto popolare nel mondo per Il nome della rosa, thriller fantastorico. Era anche autore e conduttore di trasmissioni televisive e radiofoniche, sia erudite che comiche (i libri, per es. i due Diari minimi). A mio parere i più interessanti:Qui Lector in Fabula: https://amzn.to/2PFJiHCQui Sulla Letteratura: https://amzn.to/2C2GHzoQui Baudolino: https://amzn.to/34kiroGQui La misteriosa fiamma della regina Loana (ed. luustrata): https://amzn.to/36uk0T4 Era un medievalista e erudito di tutta la storia e le lingue (latina eLeggi altro →

On the web I see the forums with many people talking about the difference between fantasy and science fiction. And apart from horror. They launch into Star Wars plot analysis to show that if something is not credible, or if the special effects “betray” themselves because of the era it would be fantasy. Credibility has nothing to do: the pact with the viewer is that we must believe. The difference is actually very clear: fantasy and fantasy are an invention separated from the world; science fiction is an invention that has links with our way. The difference is all here. In fantasy we could haveLeggi altro →

He tried a long time before imagining a trip to the moon before Kubrick and any spatial plan of the U.S.A., in 1902 the French George Melies with Trip to the Moon. Cinema was born in France. The first director to understand that after the scene of the train of the Lumière brothers the cinema had to go in the direction of the unusual because it was a new technique that created a parallel reality. Melies worked as an actor and illusionist and had the idea of ​​reproducing his illusions in virgin cinema, a new means of communication. He imagined crashing a rocket into theLeggi altro →

Orson Welles, conosciuto per Quarto Potere e La Guerra dei Mondi è stato il primo regista a usare la profondità di campo come uno stile. Abbiamo già detto che la profondità di campo nel cinema corrisponde allo scavo psicologico dei romanzieri, rifacendosi al saggio di Gille Deleuze Immagine-tempo. Welles, di mestiere drammaturgo a New York e illusionista come Melies approda nella nascente Hollywood con Quarto Potere (Citizien Kane), il cui protagonista è l’ascesa di un giornalista, raccontata da più testimoni-punti di vista come in Mentre morivo di Faulkner. Questo porta all’ordine del giorno il dibattito sulla nascente potenza della stampa (e quindi anche del cinema!)Leggi altro →

Poeti maledetti come Dino Campana li abbiamo citati, Bukowski oltreoceano naturalizzato statunitense, i francesi da Baudelaire a Rimbault. Ora dobbiamo estendere ai prosatori e ai maledetti in genere o, come direbbe Colin Wilson, gli Outsider (qui puoi vedere il libro su Amazon). Per Colin Wilson infatti la letteratura è costellata da outsiders e viene ridotta ad una faccenda personale dei singoli scrittori. Quindi Dostoevskij epilettico per I Fratelli Karamazov. Dino Campana schizofrenico per i Canti Orfici (su questo gli dava ragione anche Umberto Saba che diceva: ”Dino Campana non è un poeta, è solo un pazzo”). Gadda depresso nel Pasticciaccio. Sembra trascurare il valore diLeggi altro →

The master of the modern stream of consciousness is Joyce, for whom the flow is paradoxically made from a fragmented and inner syntax, and used in an abstract way. Faulkner uses it in a different way, focusing on external details in a concrete way (the setting is western) in While I was dying and in his other masterpieces.Leggi altro →

Harold Bloom nel suo libro Il canone occidentale e Il genio parla del Canone Occidentale e lo rinnova con molti nuovi nomi, a partire dai suoi gusti personali. Inserisce Shakespeare come padre di autori anche lontani dal drammaturgo inglese, tributandogli il suo amore di lettore disinteressato e la sua inequivocabile bravura. Anche se Carmelo Bene a Shakespeare metteva davanti come genio Marlowe, l’altro drammaturgo elisabettiano.Leggi altro →

Il filone in Italia trova sbocco solo in Dino Campana, compositore dei Canti orfici, simbolico ma forse sopravvalutato maledettista italiano. Più recentemente in Alda Merini. Il fantastico da Dino Buzzati nei racconti e nel Deserto dei Tartari e da Italo Calvino almeno nelle Città invisibili e nella Trilogia degli antenati.Leggi altro →

Kubrick, already reader of Nietzsche, ‘discovers’ that man sometimes also wants evil and war is made up of murderers, this seems to lead to a judgment on man: but he denies himself with Clockwork Orange, where freedom is the important element: a wicked bandit is re-educated by the State and at that point he becomes unable to live because he no longer has the capacity to choose between good and evil.Leggi altro →

Kubrick, già lettore di Nietzsche, ‘scopre’ che l’uomo a volte vuole anche il male e la guerra è fatta di assassini, questo sembra portare ad un giudizio sull’uomo: ma si smentisce con Arancia Meccanica, dove la libertà è l’elemento importante: un bandito scellerato viene rieducato dallo Stato e a quel punto diventa inabile a vivere perché non ha più capacità di scelta tra bene e male.Leggi altro →

“Now, when we talk about a synthetic autobiography, which based on its not-being, on abandonment, on lack, cannot but let itself be drawn by the imaginary of this same reality, it means that Otranto was visited by a story that, including the massacre of the Turks, was and continues to be the cult (culture) of all the other stories that that historical event ousted “. Thus begins Carmelo Bene has narrate his life. Perhaps the only Italian anti-structuralist that I happened to meet. A literary encounter like his with Camus (“the first decisive encounter in my life. Albert Camus. Venice. La Fenice Theater. Exterior-day. ALeggi altro →

The ‘maleddettismo’ (the cursed poets) founded by Edgar Allan Poe and his Revealing Heart will end up in the twentieth century in genre literature, both horror and fantasy. Poe is just an unusual narrator (outside of genre literature) and poet in his The Raven, and contemporary of the poet Rimbaud, a damn violent and always drunk, inserted by Harold Bloom in the western canon. The vein in Italy finds its expression only in Dino Campana, composer of the Orphic songs, symbolic but perhaps overrated Italian curser. The fantastic from Dino Buzzati in the tales and in the Desert of the Tartars and from Italo CalvinoLeggi altro →

Django un film di Quentin Tarantino con molte curiosità segna il ritorno al western nel suo sesto film, nel cast l’italiano Franco Nero. Franco Nero, infatti parla in italiano anche nell’audio originale del film per aizzare due combattenti neri che si stanno massacrando, solo l’inizio di un film multiculturale. A completare il quadro musiche classiche e meno classiche di Tarantino: i classici Ennio Morricone e Jim Croce, ma anche la sorpresa del rapper 2pac. Il film tratta il tema dello schiavismo e, contiene anche un cameo in cui recita, lo stesso regista Quentin Tarantino. Un film su differenti culture, etnie e sulla cultura dello schiavismo. Dall’altro lato il nero Django rappresenta la parte più istintiva e il tedesco Shultz quella più magniloquente e strategica della coppia. Questo aumenta lo spessore del discorso di Tarantino sulle diversità etniche e culturali.Leggi altro →

The love for William Shakespeare and Dostoevsky (from whose subjects he films the Idiot and Bassifondi) make him a cultured director, a lover of theatrical dramaturgy in cinema and the reinterpretation of the classics (in these like Carmelo Bene in Italy), descendant of a family of samurai he devoted himself to cinema and films to samurai themes, such as: Ran (late film inspired by Shakespeare’s King Lear), Rashmon (winner of the Golden Lion) and The Seven Samurai, all set in the feudal period of the Japanese Empire. His way of filming is very traditional, but by loving the samurai, his films are inherently epic (soLeggi altro →

Orson Welles, known for Citizien Kane and War of the Worlds, was the first director to use depth of field as a style. We have already said that the depth of field in cinema corresponds to the psychological excavation of novelists, referring to the essay by Gille Deleuze Image-time. Welles, by profession dramatist in New York and illusionist like George Melies, arrives in the nascent Hollywood with Citizien Kane, whose protagonist is the rise of a journalist, told by several witnesses-points of view as in As I lay dying by Faulkner. This brings to the agenda the debate on the rising power of the pressLeggi altro →

Da Macunaima è tratto l’omonimo film del Novo cinema portoghese diretto da Pedro de Andrade, che rende la babele linguistica dei dialetti e delle razze locali.
Lisbona viene dipinta anche da scrittori stranieri come luogo della saudade: da Antonio Tabucchi (italiano, studioso di Fernando Pessoa) e Pascal Mercier (svizzero) in Treno di notte per Lisbona, romanzo filosofico e melodrammatico da cui è stato tratto l’omonimo mediocre filmLeggi altro →

la mia copia Bur, prefazione di Vittorio Andreoli

Autore di Le notti bianche, da cui il celebre film di Luchino Visconti con Marcello Mastroianni. Autore anche di altre opere monumentali: I demoni, L’idiota, I fratelli Karamazov, sono i più importanti romanzi da cui sono stati tratti film da Akira Kurosawa e più recentemente da Netflix nella serie Castelvania (in questo caso il padre dei Karamazov è un vampiro). Come può non intrattenere una cosa come dei figli che vogliono uccidere il padre e viceversa? (Nel caso di Castelvania il padre è Dracula in persona). Lo dice Dostoevsky stesso nella prefazione ai Fratelli Karamazov: ‘questo è un libro di intrattenimento’.Leggi altro →

la mia copia di Discorso su due piedi (sul calcio), Carmelo Bene, Enrico Ghezzi, nave di teseo, 2019

Link: https://amzn.to/2OZ07vVVideo: https://www.youtube.com/playlist?list=PLjPba9_cOYf7edgTLyqrRnqhuZQdgD_j4 “Ora, quando si narra una sia pur sintetica autobiografia, che fondandosi sul proprio non-esserci, sull’abbandono, sulla mancanza, non può che lasciarsi stilare dall’immaginario di questo stesso reale si vuol dire che Otranto fu visitata da una storia che, inclusa la strage dei Turchi, fu e continua ad essere il culto (cultura) di tutte le altre storie che quell’evento storico estromise”. Così inizia Carmelo Bene ha narrare la sua vita. Forse l’unico antistrutturalista italiano che mi è capitato di incontrare. Un incontro letterario come il suo con Camus (“il primo determinante incontro della mia vita. Albert Camus. Venezia. Teatro la Fenice. Esterno-giorno. UnLeggi altro →